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Arezzo, una perla da scoprire

Arezzo, città senza pretese ma dal fascino senza tempo, è un luogo che riesce sempre a stupire: le numerose tracce delle diverse culture che qui si sono avvicendate, degli artisti e degli architetti famosi che qui hanno vissuto e lavorato, sono parte integrante del suo tessuto urbanistico. Allo stesso tempo, è proprio questa mancanza di vistosa stravaganza che la rende una delle città più accattivanti di Toscana. Senza dubbi, è un luogo che ha molto di cui vantarsi, basti pensare alla Fortezza Medicea, all'Anfiteatro Romano, ai resti di origine etrusca che lo popolano ed al contributo culturale di molti artisti, poeti ed artigiani. Ad ogni modo, dopo aver girato in lungo ed in largo tutte le maggioi destinazioni turistiche della Toscana, è davvero piacevole e rilassante fermarsi in una città dove non bisogna fare lunghe file, dove non si è presi d'assalto da gruppi numerosi di turisti un pò ovunque e dove non vi sono solo menù fissi ai ristoranti, ma che piuttosto vi invita gentilmente a scoprirla, passeggiando tranquillamente per le stradine ed ammirando quello che molti definiscono un vero museo a cielo aperto. Senza dover comprare nessun biglietto, potrete perdervi tra i vicoli di questa città, lasciandovi trasportare da un'atmosfera di altri tempi in un'altra dimensione, fatta di calma, pace e relax, fatta di luoghi da esplorare un passo alla volta...

La città che ha dato vita alla Toscana

Gli abitanti di Arezzo vivono la loro città; il centro storico non è solo il luogo frequentato durante le occasioni speciali o celebrato per i suoi monumenti e per la sua importanza artistico-culturale. I negozi, i ristoranti, gli artigiani ed i commercianti più storici sono, da sempre, al servizio del pubblico, per cui nonostante possiate trovare numerosi locali con esposti menù in inglese, francese e tedesco, così come molti negozianti che parlano più di una lingua, è confortante pensare che gli abitanti di Arezzo - che vivono quotidianamente la città - vengono prima dei turisti. Dopo aver trascorso un pò di tempo in uno dei tanti bar o dei negozi, ed aver ascoltato il suono lirico della lingua italiana senza alcuna interruzione straniera...è ovvio pensare che qui i turisti sono solo di passaggio...e se vi lasciate trasportare dalla magia della città e dalla vostra curiosità, vi accorgerete di che visita di passaggio possa diventar la vostra!

Una strada romana per Arezzo

Non è necessario conoscere la cronologia degli eventi per apprezzare gli edifici, le chiese ed i monumenti di Arezzo, anche se qualche riferimento a chi, dove, come e quando può tornarvi utile per capire che cosa state guardando. I primi a stabilizzarsi qui ed a lasciarne traccia sono stati gli Etruschi. Fu proprio questo popolo a dar alla Toscana il suo nome (i romani, infatti, usavano chiamare gli Etruschi Tusci), oltre al Mar Tirreno (dalla parola greca Tyrrhēni). Questa cultura, che è rimasta molto inesplorata, è - allo stesso tempo - molto famosa e conosciuta per il loro linguaggio unico, il loro talento artistico nella lavorazione del bronzo, del ferro e della ceramica, la loro architettura e la complessa struttura politico-economica. La mostra allestita presso il Museo Archeologico della città vi aiuterà senza dubbio a capire e comprendere la loro civiltà e la loro cultura, così come quella dei Romani che presero il loro posto.

Il museo è inserito in un contesto molto ben organizzato, che rende il complesso facile da visitare. I Romani, che conquistarono la popolazione etrusca, costruirono le loro città sopra quelle esistenti, riutilizzando molti edifici precedentemente realizzati ed utilizzandone i concetti architettonici; detto questo, c'è da sottolineare, comunque, che anch'essi ovviamente apportarono i loro contributi distintivi - l'ulitmo dei quali è l'Anfiteatro Romano (che si suppone abbia accolto circa 13.000 persone). Oltre a questo, vi sono molti altri segni visibili (ed attualmente in uso), come la Via Cassia, che aprì le porte della città al commercio romano innalzandola ad una posizione di forza e benessere economico, fino a quando i Romani non prolungarono la strada fino a Firenze, che sostituì Arezzo nell'importanza economica acquisita, spingendola verso un inesorabile declino.

Quelle torri medievali che incorniciano Piazza Grande

Sebbene la parte romana della città di Arezzo fu distrutta in parte dalla Guerra Gotica e dall'invasione dei Longobardi, la città acquisì una certa importanza durante l'epoca medievale, caratterizzata dalle numerose torri e dai contributi architettonici del periodo - ma tutto questo terminò quando Arezzo decise di dichiarar guerra a Firenze invece di lasciarle vivere un transitorio periodo di dominio pacifico. Dal tardo XIII° secolo, dopo la battaglia di Campaldino nel Casentino, Arezzo lottò con tutte le sue forze per non esser cancellata dalle mappe, fino a quando non si arrese a Firenze. Cosimo I, con tutta probabilità colui che maggiormente contribuì allo smantellamento finale dei resti romani, costruì la Fortezza che ancora oggi domina il colle. Di qui in avanti, la storia di Arezzo segue una quasi interminabile successione di sconfitte e conquiste straniere, fino a quando non è riuscita a ristabilirsi all'interno del contesto territoriale, acquisendo importanza come centro culturale toscano che oggi dà vita ad alcuni eventi tra i più rinomati della zona, come la rievocazione storica della medievale Giostra del Saraceno, un contesto polimusicale, una delle più grandi ed importanti Fiere dell'Antiquariato della Toscana e molte, molte altre iniziative artistiche, culturali, teatrali e musicali.

Vi è una vivace atmosfera di ristoranti, bar e locali all'aperto durante i mesi più caldi, situati principlamente lungo le pittoresche stradine in pietra del centro, che invitano sia turisti che abitanti a sedersi, rilassarsi e godersi semplicemente la tranquilla atmosfera che vi si respira, ammirando le antiche torri, gli edifici ed i negozietti tipici, un irresistibile richiamo a rovistare e ficcare il naso un pò in giro in attesa della prossima fiera dell'antiquariato. I piccoli locali che si susseguono uno dopo l'altro in Piazza Grande espongono con orgoglio le proprie salette esterne sotto la Loggia del Vasari, e le botteghe con i loro soffitti a volta sembrano catapultare i presenti in una dimensione d'altri tempi, in un luogo dove sedersi e guardare il tempo che scorre.

La Piazza è stata recentemente riportata in uno stato di eccitante animazione grazie al film di Roberto Benigni "La vita è bella", una storia basata sugli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, vi sono molti ristoranti paticolarmente deliziosi che offrono una posizione speciale proprio ai lati della piazza, da dove poter ammmirare le case torri ed i bellissimi monumenti che la circondano.

Allietare i piaceri del palato: soluzioni ad ogni angolo!

E' possibile trovare il ristorante perfetto - o che si addice alle vostre preferenze - in praticamente ognuna delle stradine laterali, tutti specializzati in prodotti tipici locali, vini e piatti della tradizione culinaria. Via Redi dietro Piazza San Francesco è ideale per ogni tipo di palato, con i suoi tavoli all'aperto in un pittoresco vialetto di Arezzo. Il menù varia dai piatti classici, come la pasta fatta in casa con il ragù o l'arrosto misto con patate, l'antipasto toscano con affettati e crostini ed, ovviamente, come tutti i ristoranti locali del resto, un'ampia carta dei vini in cui sono inclusi quelli del "colle aretino". Oppure, come insolita alternativa, potreste provare le crepes fatte a mano e ripiene con ingredienti tipici toscani come prosciutto, pomodori e formaggi vari al Crepes del Lune, un grazioso locale specializzato in menù deliziosi ma al tempo stesso leggeri e salutari. Un'altra delle mie tappe preferite quando mi trovo ad Arezzo è la pizza a taglio: questo locale è aperto sin da quando sono stata ad Arezzo per la prima volta, e la pizza è sempre buona come allora. Che sia una fredda giornata d'inverno o una di quelle cocenti a luglio od agosto, un trancio di margherita ci sta sempre bene!

Il modo migliore per apprezzare la città in tutta la sua bellezza è esplorarla a piedi...è vero, si trova su una collina, il che richiede uno sforzo in più, ma credetemi, ne vale davvero la pena. Potete tranquillamente e piacevolmente visitare l'intera città in un solo giorno, compresi il Museo Archeologico e il Museo d'Arte ed alcune brevi deviazioni nelle numerose e famose chiese, piazze, locali, bar e ristoranti. Detto questo, aggiungerei che due giorni vi darebbero però l'opportunità di vivere appieno la città. Ad ogni modo, nel vostro itinerario alla scoperta della Toscana, Arezzo merita almeno un giorno: un intenso orgoglio caratterizza gli aretini, che tuttavia è molto più rilassato rispetto a quello degli abitanti della più visitata Firenze e della più turistica Siena.

Muoversi con facilità

Arezzo è molto ben organizzata in termini di parcheggi; uno dei miei preferiti è il Parcheggio Pietri, che normalmente ha sempre posti liberi ed è relativamente economico se paragonato ad altre città toscane. Inoltre, non solo è situato in prossimità del centro storico e facilmente accessibile e raggiungibile, ma vi dà anche una visuale eccellente delle antiche mura che circondano la città ed ha - dettaglio che fa la differenza! - un ascensore  che porta fino in cima al centro storico.

Parcheggio Pietri

Dove: via Giuseppe Pietri, Arezzo (l'ascensore consente un accesso facilitato al centro città in cima al colle o alle entrate laterali per accedere ai piedi del centro)

Orari: parcheggio a pagamento dalle 8 alle 20, dal lunedi al venerdi compresi i fine settimana durante i quali si svolge la Fiera dell'Antiquariato

In cima alle scale si trova un'area turistica a gestione privata che solitamente è ben fornita di prodotti tipici locali ed aggiornata sulle attività che si svolgono sia all'interno delle mura nel centro storico, che nelle 4 valli circostanti.

Da qui vi è un ultimo ascensore ed un piccolo corridoio coperto che conduce in cima alla città - in alternativa, potete optare per le scale situate prima del punto informazioni turistico ed arrivare fino in cima ad Arezzo ed alla Fortezza Medicea...qualunque via scegliate, l'impatto rimane unicamente spettacolare!


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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