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Sarteano e il suo Castello: un punto di vista d’altri tempi

Un paese insolito Sarteano, fino a poco tempo fa semi sconosciuto, adesso vivo e rigoglioso più che mai e soprattutto voglioso di farsi scoprire e di farsi voler bene. Non importa quale sia il vostro interesse, etruschi, Medioevo o Rinascimento, Sarteano riuscirà in ogni caso ad emozionarvi, fidatevi di me.

La prima cosa che salta all’occhio, appena si giunge a Sarteano, è sicuramente il castello, che imponente vigila da millenni sul paese e sui suoi abitanti, ma c’è dell’altro, ovviamente: per arrivare alla rocca occorre immergersi nella storia ed affrontare un viaggio affascinante tra vicoli caratteristici e palazzi nobiliari uno su tutti il Palazzo Todeschini Piccolomini.

Già la piazza principale è uno scrigno di tesori: le antiche logge tanto per iniziare è un elegante androne per il Teatro degli Arrischianti, un piccolo capolavoro utilizzato dai sarteanesi dal 1700 fino alla metà degli anni ’60, quando a causa delle cattive condizioni della struttura l’amministrazione comunale decise la sua chiusura. Vent’anni dopo un gruppo di giovani volenterosi riprese l’attività teatrale fondando la nuova Accademia degli Arrischianti e nel 2000 finalmente Sarteano ha potuto di nuovo avere il suo teatro e con lui una stagione teatrale di tutto rispetto.

La chiesa di San Martino

Annunciazione di Domenico Beccafumi (1545)

Vi consiglio, qualora non ci fosse nessuno spettacolo in cartellone, di non perdere l’occasione di visitare questa piccola meraviglia e di prenotare presso la Pro Loco una visita guidata magari insieme alla Chiesa di San Martino in Foro (poco lontana dalla piazza) che conserva al suo interno meraviglie artistiche come due dipinti su tavola di Jacopo di Mino del Pellicciaio e la celebre Annunciazione di Domenico Beccafumi (1545).

La cosa curiosa di questa chiesa è che, anticamente costruita all’interno della piazza, nel 1800 fu interamente smontata e ricostruita nella sua attuale collocazione...grandi traslochi sarteanesi insomma!

Il Museo Archeologico

Tomba della Quadriga infernale, particolare

Che Sarteano fosse famoso anche nel periodo etrusco è cosa nota, d’altronde anche la leggenda sulla tomba del Lucumone Porsenna e del suo carro trainato da pulcini d’oro lo confermano, ma se per caso foste ancora scettici vi consiglio di fare un bel giro nel Museo Civico Archeologico situato all’interno del cinquecentesco palazzo Gabrielli, anch’esso poco distante dalla piazza: non c’è civiltà più affascinante degli etruschi e i reperti all’interno delle stanze, ritrovati nelle zone che circondano il paese, sono un ottimo espediente per conoscere un po’ di più questo misterioso popolo. Imperdibile in oltre la riproduzione a dimensioni reali della Tomba della Quadriga Infernale, scoperta nel 2003 presso la Necropoli delle Pianacce (poco distante dal centro) e visitabile su appuntamento.

Il Castello

Dall’ingresso del Museo viene quasi spontaneo a questo punto salire ancora fino alla fine di via del Castello dove un grande cancello di ferro ci suggerisce l’entrata anche se prima vi consiglio di fermarvi un attimo ed osservare il bassorilievo situato sul frontespizio della cappella all’interno della corte di Palazzo Galgani Fanelli: ad essa è legata una leggenda importante e suggestiva come quella di Francesco Lippi da Grotti, capo della guarnigione difensiva del castello dopo l’assedio orvietano: grande giocatore di dadi con un pessimo carattere che una sera, dopo aver perso tutto al gioco d’azzardo si rivolse con gli occhi al cielo dicendo “Mi voglio giocare anche gli occhi a dispetto di chi mi ha fatto”. Subito un raggio di luce lo colpì rendendolo cieco. Cacciato dalla guarnigione decise di intraprendere un lungo pellegrinaggio e alla fine fu miracolato.

Veduta di Sarteano ed il castello

La posizione strategica di questo castello lo ha reso importante già dal 1300, anno in cui viene annesso a Siena anche se le sue basi sono decisamente più antiche. Nel 1500 passò sotto il dominio mediceo e nel 1600, Cosimo de’ Medici lo donò in proprietà perpetua a Brandimarte Fanelli e, di conseguenza ai suoi discendenti. Fortunatamente nel 1998 il comune decise di acquistarlo per ristrutturarlo e salvarlo dal degrado che pian piano lo stava distruggendo e così, nel 2006, dopo una lunga serie di lavori il castello è stato restituito ai suoi abitanti che finalmente hanno potuto constatarne le sue bellezze.

Il parco esterno è già per se uno spettacolo: la piazza d’arme mantiene ancora la sua forma originale con un ponte levatoio in legno che buca l’ultima cinta muraria ed è curioso come ancora è possibile individuare in ogni singola pietra di costruzione i simboli che gli scalpellini dell’epoca hanno impresso sulle pietre: chissà se immaginavano che a distanza di secoli si sarebbe ancora parlato di loro?

All’interno, disposte su tre piani, nelle stanze sono rimasti ancora visibili antichi lavandini, frontoni di camini e rudimentali latrine; arrivati in cima è sicuramente il panorama a farla da padrone con la sua vista mozzafiato sulla Valdichiana, sul lago di Chiusi e Montepulciano e, ovviamente, su buona parte di Sarteano.

La scala segreta, a chiocciola che dall’ultimo piano ridiscende a terra è poi un’affascinante testimonianza storica degli assedi che nei secoli il grande Mastio ha dovuto subire.

L’entrata al parco è gratuita mentre per la visita all’interno del mastio è necessario acquistare un biglietto. Per gli orari di visita consiglio sempre di consultare la Pro Loco di Sarteano.

Lo ammetto, io sono un po’ di parte perché sotto queste mura ci sono nata e cresciuta, ma il Castello, le mura e la storia che si respira in questo paese è inebriante per tutti e anzi, fate attenzione perché è già successo che alcuni, venuti solo per una visita veloce, abbiano poi fatto di Sarteano la loro casa… io vi ho avvisato.

Eventi annuali

10 agosto - Fiera di San Lorenzo

15 agosto - La Giostra del Saracino

1à domenica ottobre - La Festa della Riconciliazione delle Contrade

11 novembre - Fiera di San Martino

Come Arrivare

IN TRENO: La fermata più vicina è quella alla stazione di Chiusi; da lì potete prendere un pulman o un taxi. Scendete in Piazza Bargagli.

IN AUTO: Dall'autostrada A1 Firenze-Roma, uscite al di “Chiusi-Chianciano”. A 100 metri dopo l'uscita del casello, voltare a sinistra seguendo le indicazioni per “Sarteano-Radicofani” (SS 478). Dopo poco meno di 7 km, si incontra una rotonda all'arrivo a Sarteano; proseguire dritti oltre la rotonda per altri 200 metri circa, in direzione centro.


Autore: Daniela Croccolino

Mi occupo di social media, incoming e turismo 2.0.
Il turismo non convenzionale per un' aspirante copy non convenzionale.



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