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La Multa - Il tipo di souvenir di cui faremmo tutti a meno

La Multa - Il tipo di souvenir di cui faremmo tutti a meno

Era una bella giornata di sole: passeggiata sul lungomare di Marina di Campo all’Isola d’Elba, un po’ di shopping sulla via principale, una pizza fumante e qualche foto da condividere anche su DiscoverTuscany. Tempo di tornare alla macchina quando “Succo, succo, succo” comincia a chiedere la nostra bimba di 2 anni.

E’ sabato ed è l’ora di pranzo, ma riusciamo a trovare una Conad aperta e facciamo contenta la piccola.

Noi, d’altro canto, siamo molto meno contenti quando intravediamo la multa che ci attende sotto il tergicristallo della DT-mobile. 25 euro per essere arrivati esattamente 20 minuti in ritardo sul nostro biglietto prepagato per 3 ore.

Ci sono 2 macchine in tutto il parcheggio, inclusa la nostra.. è un tranquillo (finora) sabato di settembre e sono le 2 del pomeriggio. Avevamo regolarmente pagato il parcheggio e siamo giusto un po’ in ritardo, possibile che il vigile aspettasse proprio noi con l’orologio in mano?

Avevamo in verità visto da lontano la vigilessa uscire dal parcheggio e avevamo scherzato “Mica ci avrà fatto già la multa per qualche minuto eh? ehehe”. Eh sì, invece.

Così la raggiungiamo e proviamo a spiegarle “Siamo solo un po’ in ritardo, ma come vede siamo qui, non stavamo facendo i furbi.. possiamo pagare un ora in più e ci annulla la multa?” No, non si può.

“Ma la bambina voleva un succo, abbia pazienza…” (la butto un po’ sul patetico).

Aggiunge tra l’altro che normalmente chiudono un occhio fino a 15 minuti di ritardo, ma noi abbiamo sforato di 5 minuti in più. Che fortuna, ora sì che mi sento meglio!

Oh, ma se paghiamo entro 5 giorni, ci fanno lo sconto.

E con questo ci augura buona giornata (non posso riportare per esteso la risposta che ho borbottato) e torna di nuovo al parcheggio, immagino per vedere se poteva fare una multa anche all’altra auto.

Abbiamo finito naturalmente per pagare, contribuendo al budget cittadino un po’ di più di quanto avevamo previsto. E per un pò ricorderemo Marina di Campo sopratutto per quel maledetto foglietto sul parabrezza.

Per quanto riguarda le multe, le cose funzionano fin troppo bene

La multa all’isola d’Elba non è stata per noi neppure la prima quest’anno. Già durante la nostra visita a Bolgheri ad agosto eravamo riusciti a collezionarne un’altra per aver messo l’auto nel punto sbagliato all’interno di un affollatissimo parcheggio fuori dal paese. In realtà mi ero semplicemente accodato alle altre macchine (futuri compagni di multa) senza accorgermi che vi era un divieto di sosta da quel lato del parcheggio (un divieto di sosta in un parcheggio? ebbene sì). Era una domenica di agosto, sempre all’ora di pranzo.

Bisogna proprio rivedere certi luoghi comuni sui dipendenti pubblici che se la prendono calma: I vigili di Bolgheri sono efficentissimi.

Come se non bastasse, proprio in questi giorni a una ragazza del nostro DT team è arrivata un’altra bella multa per aver superato di ben 8 km/h il limite di velocità mentre, in uscita da Firenze, andava verso il mare.

Dobbiamo essere proprio cattivi!   

L’Oscar per la multa più bastarda va a…

Per quanto spiacevole possa essere ricevere una multa per un parcheggio scaduto o per aver premuto troppo l’accelleratore, c’è di peggio. Per esempio potresti trovare un posto vuoto la dove avevi parcheggiato la tua auto, al ritorno da una giornata di mare. Ed una nota che ti avvisa che che potrai recuperare l’auto (e pagare multa+spese) in un qualche paese dei dintorni nel successivo giorno lavorativo. Solo che domani è Ferragosto ed è venerdì, poi viene il fine settimana e quindi niente auto per i prossimi 3 giorni.

Questa l’abbiamo vista (solo da testimoni, stavolta) nel pomeriggio di giovedì 14 di agosto in Via della Principessa a San Vincenzo, lungo il parco di Rimigliano, sempre in Costa degli Etruschi. I vigili stavano portando via delle auto parcheggiate in divieto di sosta da chi evidentemente non aveva trovato di meglio ed era andato poi al mare. Erano senz’altro nel torto, ma non stavano creando un problema alla circolazione: forse una semplice multa sarebbe stata più “umana”?

Ci immaginiamo le famiglie in vacanza che, belle “cotte” dalla giornata di mare tornano all’auto e non la trovano, scoprendo che ne dovranno farne a meno per 3 giorni, con tutto ciò che vi avevano lasciato dentro.

Metterebbe a dura prova anche il più Zen dei turisti.

Occhio, Turisti

Non vorrei essere frainteso: io sono assolutamente favorevole al rispetto del codice stradale e ho preso in realtà poche multe nella mia “carriera”. Ma credo che in certe occasioni le regole potrebbero essere applicate con un po’ di buon senso e comprensione.

Voglio dire: chi utilizza i parcheggi a pagamento? I Turisti.

Coloro cioè che sono stati invitati a visitare la tua bella cittadina da un allettante (e costoso) marketing con promesse di relax e divertimento.

Prima di visitare Marina di Campo e Bolgheri quest’anno, abbiamo visitato siti come VisitElba.info e CostadegliEtruschi.it per avere più informazioni su cosa vedere e cosa fare in zona, ci siamo sentiti caldamente invitati a visitare questi bellissimi posti. Ma subito dopo siamo stati bacchetati sulle mani per aver lasciato l’auto nel parcheggio 5 minuti in più del “limite di tolleranza”. Ahia!

Altro che #elbanelcuore: in questa occasione ci è rimasto l’amaro in bocca e la vaga sensazione che ci aspettassero al varco per farci ulteriormente contribuire al budget comunale.

Che ci sia quindi di lezione la prossima volta che visitiamo una cittadina toscana: non aspettiamoci nessun tipo di indulgenza verso i turisti. Non immaginiamoci vigili in pausa caffè all’ora di pranzo, neanche di domenica, tanto meno di agosto.

E’ molto più probabile che siano in attesa dell’opportunità di lasciarci uno sgradito souvenir sul parabrezza.

Mi auguro che le nostre piccole sventure aiutino ad evitare qualche futura multa a chi ci legge. Ma se vi è già capitato di trovare qualche “souvenir” sulla vostra auto mentre eravate in vacanza, raccontateci tutto nei commenti qua sotto!


Autore: Stefano Romeo

Stefano è Toscano di Firenze, ma con un quarto di DNA Senese e diversi anni vissuti all'ombra della Torre pendente. Non finisce mai di scoprire la propria terra e gli piace farlo sopratutto in sella alla propria bici.



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