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Il Duomo di San Gimignano

un gioiello nascosto in un gioiello

San Gimignano è una città meravigliosa ed affascinante, con le sue caratteristiche torri medievali che ancora si stagliano alte nel cielo. Sarà amore a prima vista non appena ne intravedrete il profilo, ma molte persone vi trascorrono troppo poco tempo per riuscire a scoprirne tutti i tesori che nasconde. Uno di questi è l'interno del Duomo di San Gimignano, conosciuto anche come Collegiata di San Gimignano

Ad esser sinceri, devo confessarvi che anch'io ho impiegato un pò di tempo prima di scoprire il Duomo. La mia prima volta a San Gimignano è stata con un gruppo. E pioveva! Due fattori che insieme hanno contribuito a rendere la visita di San Gimignano ancora più breve del previsto, anche se continuo a leggere e a sentire che molti turisti dedicano soltanto mezza giornata a questa bellissima città. Bene, se proprio non potete prolungarne la permanenza, tra le poche cose che andrete a vedere di San Gimignano vi consiglio di includere anche il Duomo.

I Libri del Passato

Tra i tesori che nasconde al suo interno, vi è l'affresco che ricopre interamente le pareti del Duomo e che non è MAI stato sottoposto a restauro durante i secoli. I colori sono quelli originali, dipinti nel 14° secolo, e la loro vivacità e brillantezza è semplicemente sbalorditiva. Sebbene alcune sezioni mostrino dei segni di usura dovuti all'inesorabile trascorrere del tempo, con qualche tassello mancante (ricordate che San Gimignano fu bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale), per altre, invece, sembra che il tempo non sia mai passato o che siano state appena dipinte. Probabilmente questo dipende anche dal fatto che le finestre laterali furono chiuse durante la realizzazione dell'affresco, e la minor quantità di luce che penetrava all'interno ha permesso di limitare i danni. Gli affreschi sono stati solo rispolverati nel 1999, come parte del compenso che il regista Franco Zeffirelli ha pagato per poter usare il Duomo in alcune scene del celebre film Tè con Mussolini (che personalmente vi consiglio di vedere, se ancora non lo avete fatto).

Appena entrati sulla destra, troverete un ciclo di affreschi dedicati alle storie del Vecchio Testamento, mentre sulla parete opposta (la destra, se si guarda l'altare), troverete quelle del Nuovo Testamento. Le scene del Vecchio Testamento furono dipinte dall'artista senese Bartolo di Fredi, mentre quelle del Nuovo Testamento sembrano appartenere a qualche artista proveniente dalla scuola di Simone Martini. Molti ritengono che possa essere identificato con Lippo Memmi (il cognato di Martini) o suo fratello Federico Memmi, o addirittura Donato Martini, lo stesso fratello di Simone. In ogni caso, quel che è certo è che non fu realizzato dallo stesso Simone Martini, dato che si trovava in Francia in quel periodo.

Osservando ogni parete, vi accorgerete che le scene hanno inizio dll'estrema sinistra e devono esser lette dall'alto verso destra per ognuno dei tre livelli presenti. Il Vecchio Testamento comincia con la Creazione del Mondo, per poi proseguire con quella dell'Uomo - Adamo nel Giardino dell'Eden - e quella di Eva. L'ultima scena in alto mostra Adamo ed Eva che mangiano il frutto proibito. Per continuare a leggere le storie, dovete passare al secondo livello ripartendo dall'estrema sinistra, dove incontrerete l'espulsione di Adamo ed Eva dal Giardino dell'Eden, le vicende di Caino ed Abele, dell'Arca di Noè, Abramo, Giuseppe, Mosè e Giobbe. Che siate cattolici o meno, queste scene vi cattureranno senza nemmeno che ve ne accorgiate e vi faranno renderanno partecipi degli eventi.

Tornate indietro verso la parete interna della facciata, dove troverete altri affreschi, il più importante dei quali è il Martirio di San Sebastiano di Benozzo Gozzoli del 1465, lo stesso artista che ha realizzato la serie di affreschi della Cappella dei Magi all'interno del Palazzo Medici-Riccardi di Firenze. Ma per vedere altri capolavori di Gozzoli non importa andar tanto lontano: basta rimanere a San Gimignano e visitare la Chiesa di Sant'Agostino, dietro l'altare principale - un pò nascosto, in effetti ;-). Le due bellissime statue in legno poste ai lati sono di Jacopo della Quercia, un altro artista senese di fama internazionale.

Dato che vi trovate qui, alzate lo sguardo verso gli archi che sovrastano ogni navata: vedrete rappresentate le due possibili opzioni dell'aldilà: sulla sinistra, la Gloria del Paradiso, con tutti coloro che sono stati consacrati al riposo eterno in Paradiso, e sulla destra, in direzione totalmente opposta - da un punto di vista sia geografico che semantico - Le Pene dell'Inferno, dove vedrete rappresentato Satana che mangia Giuda. Entrambe le rappresentazioni dell'aldilà sono opera di Taddeo di Bartolo, dal 1393 al 1403 circa. E' abbastanza evidente che quella dell'Inferno è un esplicito richiamo alla visione di Dante, dato che mostra i demoni che torturano i malcapitati per i loro innumerevoli peccati. Gli affresci, infatti, avevano lo scopo di educare i cittadini a comportarsi correttamente, proprio come se fossero dei libri del passato.

Dirigetevi, adesso, verso la navata successiva della basilica per proseguire con la rappresentazione delle storie, e più precisamente per vedere il passaggio dal Vecchio al Nuovo Testamento. Gli archi all'estremità in alto devono essere letti ancora una volta da sinistra verso l'estrema destra, ma qui vi è un'eccezione. L'estrema sinistra dei due livelli inferiori è dedicata alla Crocifissione ed alla Resurrezione, per cui per continuare con il ciclo precedente dovrete cominciare a leggere le storie a partire dagli episodi a destra della Crucifissione, proseguire verso destra, per poi ritornare al livello più basso da destra verso sinistra e terminare con la scena della Crocifissione. Un modo alquanto interessante di organizzare l'intero ciclo, e l'aspetto più intrigante è quando si cerca di identificarne la chiave di lettura e di capire cosa succede in ogni scena e la giusta sequenza in cui vanno osservate.

La Cappella di Santa Fina

L'altro tesoro che si nasconde all'interno della Collegiata si trova sulla sinistra del ciclo di affreschi, nella piccola cappella dedicata a Santa Fina. Qui è celato un vero gioiello dell'arte rinascimentale, che ha visto la collaborazione di tre grandi maestri fiorentini: l'architetto Giuliano da Maiano, suo fratello, lo scultore Benedetto da Maiano e il pittore Domenico Ghirlandaio. Le reliquie di Santa Fina, santa protettrice della città di San Gimignano, giacciono sotto l'altare principale.

Sulla destra e dulla sinistra si trovano due affreschi di Domenico Ghirlandaio, un artista che personalmente... adoro!! Furono realizzati con l'aiuto di suo fratello David e di suo cognato Sebastiano Mainardi. Sulla destra, è rappresentata una giovane donna morente sul suo letto di legno, dove alcune violette gialle sono fiorite non appena è spirata e, sulla sinistra, il funerale di Santa Fina con il corteo al seguito a renderle omaggio, e la città di San Gimignano con le sue torri immortalate sullo sfondo.

Altre meraviglie da non lasciarsi scappare

Nonostante i colori ricordino lo stile del Ghirlandaio, la bellissima Annunciazione sempre all'interno del Duomo è stata attribuita a Sebastiano Mainardi per le pennellate molto meno sicure, ma lo stile è probabilmente quello dello stesso Ghirlandaio. All'entrata della loggia, dovreste aver notato anche il fonte battesimale: fino a qualche decennio fa, i portici erano chiusi e l'area veniva usata come battistero comunale. 

Le fotografie che abbiamo fatto non rendono abbastanza l'idea della bellezza di questo capolavoro, che solo visto dal vivo riesce a trasmettere tutto il suo splendore. 

L'entrata al Duomo è a pagamento, ma include l'utilizzo gratuito di un'audio guida, che aiuta a rendere la visita del Duomo e la comprensione del ciclo degli affreschi più facile e piacevole. Se siete con i vostri bambini, vi consiglio di darne una anche a loro, si divertiranno a cercare di capire il ciclo di storie raffrescate da soli. Vi viene semplicemente richiesto di lasciare una carta di identità alla biglietteria per l'uso dell'audio guida (la visita in media dura circa 45 minuti), solo per esser sicuri che la riporterete indietro ;-).

Non commettete il mio stesso errore: anche se avete poco tempo a disposizione per visitare San Gimignano, fate un salto al Duomo e godetevi i tesori che cela al suo interno, saranno indelebili ricordi che porterete per sempre con voi! Nonostante mi ci sia voluto un pò di tempo per scoprire questo gioiello, ci sono tornata molte altre volte e lo faccio ogni qual volta che posso, perchè la bellezza che si nasconde tra le sue mura non può essere spiegata solo a parole.

Museo di Arte Sacra

L'adiacente Museo di Arte Sacra conserva al suo interno molti tesori provenienti dalla Collegiata, dalle chiese circostanti e dai conventi della zona, come il bellissimo pannello in legno di Bartolo di Fredi (l'autore delle scene del Vecchio Testamento all'interno del Duomo) della Madonna della Rosa ed il Crocifisso di Benedetto di Maiano. Conserva, inoltre, molti prestigiosi reliquari, frammenti di affreschi distaccati dalle pareti del Duomo e molto altro ancora. E' abbastanza piccolo, quindi visitarlo non vi porterà via troppo tempo; vi consiglio, per cui, di non perdervelo, magari acquistando il biglietto multiplo che vi consentirà di accedere sia al Museo, che al Duomo.


Autore: Lourdes Flores

Sono americana (dalla California) e vivo a Firenze da più di 10 anni. Mi piace esplorare e scoprire tanti angoli di Firenze e della Toscana rimasti nascosti. Mi piace condividere le mie esperienze e fornire aiuto sul Forum rispondendo alle domande dei turisti (sopratutto stranieri) che stano programmando la loro vacanza in Toscana. Se avete delle domande, postategli li'!



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