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Livorno: i luoghi da non perdere, cosa fare & vedere

Trascorrere un pomeriggio visitando la costa

Normalmente Livorno viene usata come "luogo di passaggio" per destinazioni più famose e popolari; il porto accoglie ogni giorni un sacco di navi da crociera, traghetti e gruppi numerosi di persone che da qui, poi, si spostano per raggiungere la loro destinazione finale...ma prima di lasciare questa intrigante città, ti consigliamo di dare uno sguardo a tutti quei luoghi ed attrazioni per cui vale la pena soffermarsi un pò più a lungo, interessanti per tutte le età.

Con la nostra lista di cose da fare e da vedere in questa "indaffarata" città portuale, speriamo di farti cambiare idea e di convincerti a dedicarle un pò più di tempo, per scoprirne il suo senso dell'umorismo, unico ed un pò spinto persino, la sua eccellente cucina ed il paesaggio particolare, di cui spiccano i "fossi", i ponti ed i canali con cui poter programmare visite dell'intera città.

1. Mercato delle Vettovaglie

Mercato Centrale o la “Coperta"

La parola “vettovaglie" sta ad indicare le provvigioni per l'esercito... quando me l'hanno spiegato, tutto mi è apparso improvvisamente più chiaro: Livorno è, infatti, una città nata con lo scopo di fungere da porto commerciale a Firenze per la famiglia dè Medici, ma anche da prima linea di difesa contro le incursioni - sempre più frequennti - dei pirati.

Il mercato è probabilmente una delle strutture architettoniche più interessanti di Livorno, costruita intorno alla metà del XIX° secolo con l'utilizzo del ferro e del vetro insieme per creare una struttura imponente ma snella, grossa all'incirca quanto due campi da calcio. Al suo interno vi sono 200 banchetti di pesce, cibo ed altro ancora: vi si organizzano happy hour presso bar e ristoranti che fanno uso degli abbondanti prodotti locali disponibili al mercato che, con il suo magazzino sotterraneo rifornito attraverso il Fosso Reale, è tanto unico quanto spettacolare. 

Due dei miei posti preferiti dove mangiare all'interno del Mercato sono i Poggetti, con piatti veloci ed happy hour a buffet, o Alle VettoVaglie, inaugurato di recente, gestito da un gruppo di sommeliers a cui piace presentare ai loro clienti i vari abbinamenti con ottimi vini ed i loro piatti creativi sotto forma di “comfort street food", realizzati con un pizzico di quel folclore locale che contraddistingue la cittadina di Livorno.

2. Terrazza Mascagni

Costruita in seguito alla Seconda Guerra Mondiale

La terrazza panoramica che contraddistingue la città di Livorno si estende sopra ciò che un tempo era conosciuto come il Forte dei Cavalleggeri, una fortezza con tanto di torre ed ampio complesso strutturale per la difesa. Dopo l'Unità di Italia, la fortezza fu ceduta alle autorità locali che la smantellarono - insieme alla torre - nel 1872.

Fu soltanto nel 1925 che fu trasformata in una terrazza con vista stupenda e spazio in abbondanza per concerti, passeggiate e divertimento all'aperto. Data la sua caratteristica di "porto strategico", Livorno subì pesantemente gli effetti della Seconda Guerra Mondiale, riuscendo comunque a sfruttare ingegnosamente le rovine dovute al continuo bombardamento per ampliarsi ed arrivare alle dimensioni attuali.

E' stata ristrutturata di recente ed oggi è uno dei luoghi più rappresentativi della città.

3. “Fossi" Medicei di Livorno

Meglio conosciuti come Il Fosso Reale

La parola “Fosso" è sinonimo di fossato ed infatti il Fosso Reale corre lungo i confini di difesa di Livorno. I canali, proprio come quelli tipici di Venezia, pensati per l'irrigazione e la navigazione, sono un pò come piccole stradine, anch'esse divenute simbolo della città. Fu un'opera di realizzazione monumentale, completata ad opera di Claudio Cogorano con l'aiuto (sebbene suoni un pò sarcastico) di circa 2000 schiavi e 5000 contadini. Nel 2002, i canali di Livorno sono stati aggiunti alla lista dei luoghi Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.

Uno dei modi migliori per visitarli è quello di prender parte ad un tour in battello (organizzati anche in inglese e tedesco) che parte dal porto per poi addentrarsi nel cuore della città: un'idea eccezionale per chi viaggia con i bambini e per coloro che non amano percorrere grandi distanze a piedi per visitare le città. Clicca qui per il sito ufficiale di Livorno in Battello.

4. Piazza della Repubblica

Una delle piazze più grandi di Livorno

Senza dubbio, si tratta di una delle più grandi e pittoresche piazze della città, usata dai livornesi soprattutto come punto di incontro. Piazza della Repubblica fu costruita con lo scopo di modernizzare e dare un volto più giovane alle antiche stradine del quartiere ed incrementarne la funzionalità in relazione ai nuovi mezzi di trasporto del 18° secolo (fu realizzata tra il 1838 ed il 1845).

Si erge sopra il Fosso Reale che galleggia proprio al di sotto e si estende in lunghezza per ben 220 metri...dalla piazza non diresti mai di trovarti sopra un ponte o, come viene chiamato talvolta dai livornesi "Voltone". Era conosciuta anche come Piazza del Granduca a causa delle due prestigiose statue poste ad entrambe le estremità e rappresentanti Ferdinando III e Leopoldo II, entrambi decisivi per la costruzione e la protezione di Livorno.

5. Venezia Nuova

Il vero centro storico di Livorno

L'unica parte di Livorno che dopo la Seconda Guerra Mondiale è riuscita a conservare una gran parte dei suoi monumenti storici ed architettonici, tra cui vi sono diverse chiese e palazzi. Sebbene non sia proprio in linea con la costruzione medicea, rappresenta il vero centro storico della città.

Durante l'estate, si celebra in questo quartiere un caratteristico festival, di cui troverete maggiori informazioni nel nostro articolo.

6. L'Acquedotto Leopoldino

Chiamato anche Acquedotto di Colognole o Acquedotto Lorenese

Tra il numero di abitanti in costante crescita e quello delle barche in cerca di continui rifornimenti per le provviste di bordo, l'acqua stava diventando un problema di primaria importanza. Fornire alla città acqua fresca e pulita per almeno 100 anni (dal 1816 al 1912), questa era un'enorme opera pubblica pensata con lo scopo di alimentare le provviste in calo di acqua fresca della città di Livorno. La costruzione trovò, nel corso della sua durata, molti impedimenti (l'occupazione francese nel 1799, la morte dell'architetto) ma alla fine la Regina d'Etruria, Maria Luisa, riuscì a far continuare e terminare i lavori di realizzazione dell'acquedotto.

Con partenza dalle colline, alla sorgente di Colognole, l'acquedotto si sviluppa per oltre 15 km. Molte sono le aree lungo questo tratto percorribili in bicicletta o a piedi o adibite a percorsi dove potrai trovare una serie di archi in pietra, piccole costruzioni, tunnel e cisterne, tutto usato per la purificazione ed il trasporto dell'acqua.

7. Cisternino di Livorno

Il vero centro storico di Livorno

Ci sono tre cisterne lungo l'acquedotto, designate alla purificazione dell'acqua lungo il suo percorso ed a garantire, così, una distribuzione veloce e controllata per la destinazione finale: Cisternino di Pian di Rota, Cisternone e Cisternino.

Furono costruite tra il 1829 ed il 1848 in stile neoclassico. Il Cisternino, sebbene fosse stato pensato come parte di un complesso sistema di purificazione e stoccaggio, non entrò mai in funzione. Attualmente, viene utilizzato per organizzavi diverse attività culturali, mentre al piano terra ospita un teatro. Il Cisternone rappresenta uno dei più importanti esempi in Italia di edificio in stile neoclassico, situato su una delle vie principali che conducono a Piazza della Repubblica. L'interno è sorprendentemente accattivante, con colonne ed archi scanalati. In fondo alla cisterna, si trova un'iscrizione mezza nascosta a ricordare il grande progetto dell'acquedotto di Leopoldo, che collegava Colognole con Livorno.

8. Acquario

2.000 creature & oltre 300 specie diverse 

Per me c'è qualcosa di semplicemente affascinante nei colori e nelle forme di questo misterioso mondo sottomarino. L'Acquario di Livorno è un'idea ottima per tutte le età, con itinerari diversi tra pesci di ogni tipo, esplorazioni archeologiche e - novità dell'attrazione - un'area dedicata ai rettili e molto altro ancora. Per ulteriori informazioni, orari e dove parcheggiare, leggi il nostro articolo dedicato.

9. Monumento dei Quattro Mori

La Mascotte di Livorno

Questo monumento, composto da due sezioni molto diverse tra loro - una statua di marmo ed una base in bronzo - domina tutto il pontile.

La statua di Ferdinando I di Toscana, ad onor di colui che fece costruire la Fortezza per proteggere la città dalle continue invasioni dei pirati, dei mori e dei saraceni, costituisce la prima parte del monumento.

I 4 mori incatenati ai suoi piedi sono da intendersi come un'aggiunta fatta in un secondo momento, per così dire. I dettagli e la pelle sono davvero impressionanti...anche se il soggetto rappresentato è toccante. L'artista che si cela dietro questo capolavoro è Pietro Tacca, autore di altre opere d'arte come le fontane in Piazza degli Innocenti a Firenze.

Anche se la statua era stata pensata per commemorare Ferdinando I, il popolo di Livorno (con il suo malizioso senso dell'umorismo), ha rinominato il monumento dedicandolo alle sculture in bronzo dei 4 mori, piuttosto che al loro prestigioso leader, e da qui il nome con cui è conosciuto, "Quattro Mori".

A causa della sua precaria posizione, così vicina al porto, il monumento fu smantellato e mandato in parte alla Certosa di Calci ed in parte a Poggio a Caiano durante la guerra, in modo da preservarne l'integrità.

Si dice che se si riesce a trovare il punto della piazza da cui sono visibili i nasi di tutti e 4 i mori contemporaneamente...sarà un segno di buona fortuna (io credo di averlo trovato!)

10. Fortezza Vecchia/Fortezza Nuova

Il vecchio ed il nuovo

Nel 1377, fu eretta la cosiddetta Quadratura dei Pisani su volere dei Pisani, appunto, probabilmente sopra le rovine di un antico sito romano. Successivamente, queste antiche costruzioni furono trasformate su volere della famiglia de' Medici ed i lavori cominciarono nel 1519 per concludersi sotto il dominio di Alessandro de' Medici nel 1534; in seguito, Cosimo I de' Medici volle realizzare un palazzo sopra l'antica Quadratura che dominasse l'intera fortezza. 

Il 19 marzo 1606 Ferdinando I proclamò Livorno città a tutti gli effetti, durante una cerimonia che ebbe luogo all'interno della fortezza, che vanta una pianta pentagonale con imponenti mura in mattoni rossi circondata dal fosso mediceo detto anche Fosso Reale. Un sistema di canali fu, inoltre, costruito per collegare i due forti.

La nuova Fortezza rappresenta il vecchio "Baluardo di San Francesco", progettato da Bernardo Buontalenti. La costruzione della nuova fortezza risale al tardo 16° secolo, quando i Medici commissionarono all'architetto di ideare un piano per la nuova città di Livorno.

11. Cimiteri

Luoghi dell'eterno riposo

Il numero di cimiteri dedicati a coloro che non appartenevano alla chiesa cattolica è una testimonianza dell'intenzione dei Medici di rafforzare la revoca della messa al bando nella città di Livorno (sebbene ciò non riguardasse alla solita maniera i pregiudizi) dei forestieri e dei "diversi" - specialmente gli ebrei. Livorno crebbe velocemente; infatti, è nota per avere non solo un'ampia diversità di cimiteri, ma anche chiese di credo e religioni diverse, grazie alla presenza di culture diverse ed alla sua fama di porto internazionale. 

Forse uno dei più antichi del suo genere nell'area mediterranea, il monumentale cimitero inglese in via Verdi risale al 1640 circa, ben prima che venissero costruiti i cimiteri inglesi di Roma e Firenze. Costituiva il luogo dell'eterno riposo per i protestanti di diverse nazionalità che vivevano o si trovavano a Livorno o in altre parti d'Italia durante il 17°, 18° e la prima parte del 19° secolo. Oltre ai numerosi cittadini britannici, anche ugonotti francesi, tedeschi, svizzeri, americani e diversi marines americani sono stari sepolti qui.

Ristrutturato di recente, il monumentale cimitero ebraico in viale Ippolito Nievo, è stato attivo dal 1840 fino ai primi del 1900. All'interno del cimitero di circa 16.000 metri quadrati, vi sono 3 viali alberati, cipressi vecchi oltre un centinaio di anni ed un interessante varietà di piante, tombe e monumenti del periodo, molti dei quali di importante valore artistico.

All'inizio del 16° secolo, fu emanata la "Legge Livornina" che stabiliva che a tutti gli ebrei che si fossero trasferiti nell'area portuale della città di Livorno fosse garantita completa libertà, compresa quella di religione. Fu creato, così, una sorta di insediamento ebraico che, in un lasso di tempo molto breve, ospitò un numero crescente di persone, da 100 a 3000. Alcuni dei più prestigiosi nomi qui sepolti includono Montefiore, Attias, Franco, Modigliani, Rosselli, Racah, 27 tra rabbini e capi spirituali della religione ebraica, tra cui anche Elia Benamozegh.

Oltre a quelli menzionati, Livorno ospita anche cimiteri dedicati ai tedeschi, olandesi, armeni e turchi, per menzionarne qualcuno.

12. Via Grande

percorso cittadino dal porto a Piazza Repubblica

Se si considera che Livorno fu praticamente decimata dopo la guerra e che le poche cose che sono sopravvissute o sono state ripristinate risalgono al massimo al 17° secolo...si può apprezzare la bellezza unica delle costruzioni moderne: una delle mie preferite, dove si può respirare l'atmosfera particolare che caratterizza la città di Livorno, è Via Grande, che connette il porto con la piazza principale; su entrambi i lati, si trovano due camminamenti pedonali coperti e piastrellati, ampie piazzette ed un sacco di negozi, paradiso per gli amanti dello shopping. 

13. Cacciucco, il "C5"

Non un luogo della città, ma un'autentica istituzione locale

Ebbene sì, anche Livorno custodisce alcune tradizioni culinarie da non lasciarsi sfuggire...conosco persone che percorrerebbero chilometri solo per raggiungere la costa e mangiare un piatto di autentico cacciucco (che si distingue dalle imitazioni anche per come si scrive, con 5 C - da qui il soprannome di C5), che si può scegliere sia con che senza pesci con la lisca. Gli ingredienti non sono altro che un misto di vari pesci - tradizionalmente vengono usati i resti o quelli meno pregiati - cotti a lungo e serviti con del pane tostato (e aromatizzato con dell'aglio strusciato sopra).

Una vera delizia da provare assolutamente...a cui far seguire un bicchierino di ponche alla livornese, giusto per aiutare la digestione di un piatto che non si finirebbe mai di mangiare!

 


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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