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La Certosa di Calci ed il Museo di Storia Naturale vicino Pisa

L'affascinante Certosa di Calci

Prendendo l'uscita di Cascina della superstrada chiamata FI-PI-LI in direzione di Pisa, e seguendo la strada che conduce verso le Alpi Apuane, sentirete di abbandonare, lentamente, quell'atmosfera tipica delle periferie industriali e comincerete a sentirvi circondati, invece, dalla solita quiete e tranquillità che, anni or sono, guidò i monaci certosini in quest'area. Si tratta di una grande pianura, senza colline che ne frammentano l'orizzonte: è facile, per cui, intravedere anche da distanza l'imponente facciata della chiesa. Sembra quasi essere fuori luogo con quel suo prestigioso marmo bianco e le mura protettive, inserita in un contesto fatto di oliveti ed una serena atmosfera rurale.

Cosa si Cela dietro al Nome

Il nome “certosa” sta per monastero certosino e prende origine dalle Prealpi della Charteuse in Francia, dove venne fondato il primo monastero dell'ordine certosino, il monastero della Grande Chartreuse. La struttura originale risale alla metà del 1300, ma ciò che oggi vediamo è frutto di un'attenta ristrutturazione pensata per dar alloggio ai monaci che fuggivano dalla Francia e da Napoleone, in seguito alle drammatiche nuove leggi che volevano chiusi tutti i monasteri.

Cosa c'è da Vedere?

Per poter visitare la Certosa, è necessario prenotare il tour guidato; sfortunatamente, però, molte delle aree non sono aperte al pubblico per via del loro stato di deterioramento. Si può visitare solo una piccola parte di questa sfarzosa struttura, ma rende chiaramente l'idea dello stile di vita dei monaci che vi abitavano. Le guide sono molto esperte ed informate e vi spiegheranno in maniera semplice ed interessante la storia della certosa, condividendo con voi le curiosità ad essa legate. Io vi sono stata la prima domenica del mese, per cui l'entrata era gratuita...e sono arrivata appena in tempo, perchè l'ultima visita guidata della domenica è alle 12.30...e le guide sono molto puntuali!

Sorpresa: visitando le celle dei padri (simili a mini-suites di un hotel a 5 stelle), potrete vedere lo scheletro della megattera apparire in lontananza dalla mostra del museo. 

Camminando sotto l'atrio coperto, vi troverete dinanzi alla facciata della chiesa del 17° secolo in marmo bianco, con un'imponente entrata principale, sovrastata dalla figura della Vergine Maria. All'interno della Certosa vivevano 15 padri (o monaci) ed il loro lavoro ruotava tutto intorno alla vita certosina: contemplazione e preghiera, con un'enfasi particolare sulla solitudine ed il silenzio. Per cui mentre loro erano impegnati a pregare, vi erano 65 custodi (o fratelli laici) che si occupavano della gestione quotidiana della certosa - coltivare il cibo, cucinare, pulire, interagire con la gente del posto ed, ovviamente, pregare a loro volta. 

La visita vi condurrà alla scoperta di diverse delle cappelle situate all'interno della struttura principale, alcune delle quali sono state sottoposte a ristrutturazione proprio di recente. Il refettorio era una stanza ampia con affreschi su tutte e quattro le pareti, tra cui un Cenacolo di Bernardino Poccetti (1597) ed altri due che attestano il mecenatismo del Granduca e di sua moglie.

Durante la mia visita, il chiosco era coperto da impalcature perchè stavano sostituendo delle tegole del tetto; ad ogni modo, sono riuscita a sbirciare tra le sbarre tanto quanto basta per rimanere estasiata dalla monumentale fontana a forma di stella ottagonale situata al centro e circondata da vecchi cipressi. il cimitero era piccolo e senza pretese, senza dettagli particolari: ci è stato detto che erano soliti seppellire i monaci senza bara e senza tomba - questo perchè il loro nome terreno sarebbe stato superfluo nell'aldilà.

Il monaco trascorreva la sua vita sulla terra pregando, meditando, prendendosi cura del suo giardino privato e dei suoi fiori, talvolta scrivendo o trascrivendo e lavorando - principalmente come carpentiere per piccoli lavori di manutenzione.

Una volta visitato l'aspetto religioso del monastero, sarete condotti alle camere del Granduca, che trascorse molto tempo qui alla certosa, in quella che è stata chiamata la Foresteria Granducale. Dignitari da tutto il mondo sono stati intrattenuti all'interno di queste mura, uno degli ultimi è stato addirittura Tony Blair. Dopo aver visto l'appartamento del Granduca ed il suo chiostro, sarete accompagnati all'esterno nel lungo cortile anteriore: da una parte vi sono gli edifici che adesso ospitano il Museo di Storia Naturale, e dall'altra parte potrete vedere il luogo che un tempo fungeva da orto, dove i fratelli laici coltivavano frutta e verdura, formaggio ed uova per i monaci - che non mangiavano carne.

L'ultima tappa del tour è l'antica farmacia, una delle fonti di reddito principale dei monaci. La farmacia è stata aperta e funzionale fino a pochi anni fa...E' affascinante in particolare il grado di accuratezza delle bilance, di cui la guida ci ha dato una piccola dimostazione facendola inclinare con un pezzettino di carta...

Il Museo di Storia Naturale, Antico Pozzo di Scienza ed Informazioni

L'eccentrica collezione del Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa ebbe inizio nel 1591, con il Granduca di Toscana Ferdinando dè Medici, ed era considerato uno dei primi "musei" del suo genere per il vasto e vario assortimento presente. Riammodernata un pochino dopo l'idea tedesca di una "wunderland" con stranezze e curiosità naturali, la collezione è cresciuta nel tempo fino ad includere minerali, animali dello zoo, scheletri, fossili e molte altre piccole cianfrusaglie. Nel 1980 l'università raccolse ed organizzò la collezione e la sue ricerche scientifiche, stabilendo che venisse allestita un'esposizione permanente negli edifici che fanno parte della certosa.

Sorpresa: la storia del territorio di Pisa, letteralmente "un oceano di sorprese"! Molte didascalie in inglese, perfetto per tutta la famiglia

Considerazione sorprendente: vi sono quattro secoli di ricerca universitaria pisana e di collezioni del Granduca raccolte all'interno del museo, che gli sono valse la reputazione di uno dei musei scientifici più importanti al mondo. La cosa interessante  è che molte delle esposizioni recenti sono sia in italiano che in inglese, il che rende il museo un'esperienza appagante per tutte le età. Non si tratta di un museo civico o statale, ma gestito completamente dall'Università di Pisa - per cui non rientra nell'iniziativa delle prime domeniche del mese gratuite (l'ho imparato sulla mia pelle!).

Cosa c'è da Vedere?

Nonostante tutto sia affasciante ed alcune parti siano un pò ad interpretazione e credenza soggettiva, ci sono molte cose interessanti da vedere, quelle che mi sono piaciute di più sono:

La storia del territorio che spazia da Firenze al mare. Milioni di anni di storia per spiegare perchè le cime delle montagne sono così bianche, perchè continuiamo tuttora a trovare fossili nelle aree circostanti e cosa è esistito qui persino prima dei dinosauri. Una grande stanza divisa in tre sezioni vi accompagnerà in un viaggio nella storia, facendovi fare salti di tempo impressionanti, persino di migliaia e migliaia di anni (non lasciatevi guidare nel modo sbagliato: una volta usciti dalla biglietteria/negozio di souvenir, attraversate il marciapiede nel cortile e girate alla vostra sinistra, per poi entrare dalla prima porta sulla vostra destra, altrimenti viaggerete al contrario, indietro nel tempo!).

Consiglio: portatevi qualcosa da mangiare al volo o per fare un pic nic nell'oliveto davanti al museo: gli alberi secolari sono davvero spettacolari. In alternativa, potete usare il biglietto del museo per ottenere uno sconto presso uno dei ristoranti in città. Chiedete aiuto allo staff che ha una lista dei luoghi convenzionati non appena arrivate alla certosa.

La seconda stanza, che mi è piaciuta in particolar modo, è un posto spettacolare, dove la luce naturale illumina gli scheletri delle balene tra cui si può camminare. Scheletri maestosi e mostruosi allo stesso tempo, grazie ai quali potrete avere almeno una piccola idea di quanto siano grosse queste creature sorprendenti.

Fino ad agosto 2016 vi è una mostra speciale sui dinosauri e, sebbene non si tratti di quei dinosauri che tutti immaginiamo, la mostra è molto carina ed interessante, forse della giusta misura per i visitatori più giovani. Mi è piaciuta anche la sala dell'archeologo, pensata per illustrare ai meno esperti tutte le fasi, passo dopo passo, che un fossile deve passare prima di poter essere esibito in una mostra.

I dintorni della certosa e del museo sono bellissimi, perfetti se avete voglia di fare una passeggiata nel verde, circondati dal solo silenzio della natura...un pò come facevano i monaci molti anni fa.


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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