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Pitigliano, sorprendente rarità di Toscana

Dall'Età del Bronzo alla Seconda Guerra Mondiale

Questa piccola città incarna l'essenza d'Italia

Scavata nella roccia vulcanica, la città di Pitigliano, situata a sud di Montepulciano e non molto lontano dalle acque termali di Bagni San Filippo, racchiude fra le sue mura una sorta di cronologia storico-temporale tridimensionale che va dall'Età del Bronzo alla Seconda Guerra Mondiale.

Le antiche rocce di Pitigliano, Sovana e Sorano hanno preservato al loro interno i resti delle numerose popolazioni che hanno chiamato casa la Valle Fiora - e le sue cime protettive - dal lontano 2300 AC.

Pitigliano si differenzia da tutto ciò che la circonda

Le particolarietà che differenziano quest'area e questa piccola località da ciò che le circonda sono numerose, a partire dai resti dell'Età del Bronzo, del Neolitico e persino dell'Età del Rame, molti dei quali sono oggi conservati presso i musei locali. Poi vi sono le rovine delle necropoli ed i resti di un tempio, prove che testimoniano che qui ha vissuto una comunità estrusca nel VI° secolo. E' possibile, comunque, che intorno al 500 AC sia stata distrutta da Porsenna, re di Chiusi.

Sebbene la presenza romana si noti meno ad occhio nudo, vi sono diverse prove del fatto che cercarono di costruire sull'altipiano davanti a Pitigliano; arriviamo, poi, al 1600, epoca in cui fu realizzato l'acquedotto mediceo nel centro della città. Da notare, l'ampia presenza ebraica dovuta ai cambiamenti delle leggi di Ferdinando I, Gran Duca di Toscana, che facilitò a questa popolazione così fortemente perseguitata l'insediamento in quest'area. L'intera zona si è anche distinta per l'aiuto prezioso dato agli ebrei per fuggire dalle leggi razziali durante la Seconda Guerra Mondiale e da coloro che passavano al setaccio la campagna circostante in cerca di prigionieri.

Dove si trova Pitigliano

Scavata praticamente nella roccia di tufo (di origine vulcanica), la città di Pitigliano si erge da uno dei suggestivi promontori - di tufo, appunto - che conferisce al profilo urbanistico della località quella rara ed unica bellezza che si vede nelle foto. Pitigliano, infatti, fa parte di un'area meglio conosciuta come "borghi del tufo", situata vicino al confine tra Toscana e Lazio. La sua posizione, quindi, rende Pitigliano una base perfetta per scoprire le meraviglie di entrambe le regioni.

In Toscana, ti troverai a solo un'ora di distanza dalla costa (e da località come Talamone, Capalbio e Porto Santo Stefano), dalle famose regioni del vino (Vino Nobile e Scansano) e dai pittoreschi paesaggi della Val d'Orcia. Invece, nel Lazio potrai visitare il Lago di Bolsena, la città di Orvieto o Civita Bagnoregio e diverse fortezze etrusche, come Tarquinia. Inoltre, poco più distanti si trovano delle stazioni ferroviarie abbastanza servite (Chianciano Terme o Orvieto) dove poter prendere treni per Firenze e Roma, per le quali la macchina non è assolutamente necessaria ed anzi, fortemente sconsigliata per via del traffico e dei parcheggi.

Visit Pitigliano in Tuscany: Wine, Scenery, Etruscans & Little Jerusalem

Ricette da scoprire...

La maggior parte delle località rurali della Toscana vantano piatti unici e ricchi di sapori, molti dei quali hanno avuto origine grazie all'ingegnoso uso dei pochi ingredienti che avevano a disposizione; altre volte, invece, le ricette rendono onore alle tradizioni del passato. Esempio eccellente sono gli “sfratti”, un biscotto a forma di bastone ricurvo che serviva, un tempo, per sfrattare le famiglie dalle loro case...I biscotti sono fatti con noci, miele, noce moscata, buccia d'arancio, il tutto impastato insieme (un ottimo posto dove assaggiarli è il Panificio del Ghetto in Via Zuccarelli 167, vicino alla sinagoga).

Secondo la leggenda, la polizia era solita picchiare gli ebrei con bastoni per obbligarli all'interno del ghetto; successivamente, gli ebrei sono riusciti a trasformare il loro dolore in qualcosa di commestibile.

...e vini da assaporare

La tradizione vinicola di quest'area si basa sulla varietà toscana di uve bianche (il Trebbiano Toscano). Il Bianco di Pitigliano è un vino fermo dalle note floreali e minerali. Vi sono anche diversi rossi da provare, tra cui i più famosi sono sicuramente il Morellino di Scansano o i Sovana DOC. La tradizione vinicola viene celebrata in un evento speciale chiamato SettembrediVino, durante il quale vengono aperte le porte delle cantine, anch'esse scavate nel tufo degli irti promontori di Pitigliano.

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Guida ai siti storico-turistici della città

E' meglio parcheggiare l'auto fuori dalle mura cittadine e raggiungere a piedi il centro, in modo da poterne ammirare le mura e le porte di accesso. Se visiti la parte nord-occidentale di Pitigliano, puoi ancora vedere tracce delle mura etrusche e Porta Sovana, costruita originariamente dalla dominante famiglia Aldobrandeschi in epoca medievale, per poi essere distrutta e ricostruita. Questa porta fu scavata nel tufo e conduce alle vie cave ed alla necropoli di Sovana.

La parte meridionale della città ha una sezione di mura, quasi sicuramente di epoca tardo-medievale, dove si trovano i pilastri dell'imponente acquedotto mediceo. La riqualificazione operata dagli Orsini, la famiglia che successe agli Aldobrandeschi una volta terminati gli eredi maschi, è caratterizzata da un bastione fortificato ed altre strutture simili che circondano il centro storico.

Chiese da visitare:

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: pieve e cattedrale, fu costruita in epoca medievale (i primi documenti risalgono al 1061), ristrutturata durante il XVI° secolo e successivamente profondamente modificata. Oggi, sia l'esterno che gli interni sono caratterizzati da uno sobrio stile barocco riconducibile al XVIII° secolo. Vi è un campanile alto 35 piedi, originariamente costruito per scopi civili e militari e poi designato ad essere il "campanile della chiesa".

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Chiesa di Santa Maria e San Rocco: molti considerano questa chiesa la più vecchia di Pitigliano, ma anche la più interessante da un punto di vista artistico. E’ stata completamente ristrutturata, la facciata è del periodo tardo rinascimentale e, nella parte bassa, è adornata da quattro colonne corinzie ed un portone. All’interno, vanta diversi affreschi risalenti al XVII° secolo (Assunzione della Madonna tra gli Apostoli, due Sibille, ecc), mentre i più colorati sono quelli sopra l’abside che rappresentano nove stemmi delle famiglie che un tempo hanno governato la città (i Medici, i Lorena, i Savoia, la Comunità di Pitigliano, il Papa Pio IX, alcuni vescovi ed il capitolo - o collegio - della cattedrale).

Il Tempietto: si tratta di una piccola grotta non lontana dal centro storico, probabilmente di origine naturale ma sicuramente riadattata in seguito dall’opera umana. All’interno si trovano 3 aree con soffitto a volta che raggiunge i due metri circa; nonostante non si conosca il suo scopo originale, gli abitanti del posto vi si riferiscono come al “tempietto” - termine sin troppo generale che può star a significare le sue antiche origini come tomba etrusca, tempio romano o semplicemente reliquiario.

Vie Cave

Conosciute come “vie cave”, rappresentano tuttora un enigma dai tasselli ancora non ricomposti per gli storici e gli archeologi: ciò che sappiamo con certezza, è che furono di grande importanza per la comunità locale del periodo, dato che richiesero la rimozione di oltre 40.000 tonnellate di roccia vulcanica. La domanda sorge spontanea: cosa spinge un popolo a scavare tunnel all’aperto profondi diversi metri e lunghi chilometri nella roccia massiccia?

A queste domande non sono ancora state trovate risposte precise, alcuni suppongono uno scopo sacro e funerario, altri sostengono che siano dei sentieri che mettevano in comunicazione le diverse comunità limitrofe, o dei sistemi di difesa o addirittura dei canali per la fuoriuscita dell’acqua.

Secondo un’altra interessante teoria, la loro esistenza può essere principalmente spiegata come il risultato dell’usura causata dalle ruote bordate in ferro dei carri del periodo etrusco e romano, che causavano profondi solchi che, di conseguenza, richiedevano che la strada venisse frequentemente riportata ad una "superficie più liscia".

Puoi esplorarli da solo o con un tour guidato: questo link offre escursioni a piedi con dettagli sui vari sentieri percorribili, molti dei quali sono adatti ad ogni livello; in alternativa, puoi anche esplorare questi suggestivi itinerari a cavallo.

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Conosciuta anche come la Piccola Gerusalemme

Senza dubbio, Pitigliano è meglio conosciuta con il soprannome di Piccola Gerusalemme perché, grazie alla sua posizione vicino a Roma, gli ebrei in fuga trovavano spesso qui rifugio: la città, infatti, già nel XIV° secolo, divenne un importante paradiso per gli ebrei che divennero così numerosi da costituire un Tempio nel 1598.

All’inizio del XVII° secolo, quando i Medici annessero ai loro domini Pititgliano, gli ebrei che risiedevano in città furono confinati all’interno del ghetto. Il governo locale, ad ogni modo, riconobbe il cruciale ruolo giocato dalla comunità nelle attività economiche e commerciali e agì, in modo del tutto inedito, per migliorare le sue condizioni garantendole i diritti fondamentali come quello di possedere terreni.

Nel 1556, Niccolò IV Orsini, che era favorevole alla presenza degli ebrei nel suo territorio, dette al suo medico personale, David De Pomis, della terra dove poter realizzare un cimitero ebraico.

Questa relazione tra ebrei e cristiani, molto ben radicata, crebbe con il trascorrere degli anni, portando alla manifestazione di numerosi episodi di solidarietà, come quello del 1799, quando la popolazione locale difese quella ebraica dalle prepotenze dell’esercito francese che voleva saccheggiare il ghetto, o quelli durante la Seconda Guerra Mondiale, quando gli abitanti di Pitigliano offrirono rifugio agli ebrei per nasconderli e proteggerli dalle deportazioni.

Museo ebraico, Sinagoga e Ghetto

All’interno del ghetto, vi sono diversi siti interessanti, tra cui il macellaio kosher, la cantina dove veniva prodotto il vino kosher ed un forno ebraico dedito alla produzione di pane non lievitato, e tutti questi luoghi non sono interessanti solo da un punto di vista religioso, ma anche architettonico:

Gli ebrei riuscirono ad adattare gli ambienti scavati pre-esistenti alle necessità della loro comunità.

Per quanto riguarda la vita quotidiana nel ghetto, vi sono diversi siti da esplorare che attireranno la tua attenzione, da quello per i bagni rituali (Miqve'), alla sinagoga  – Bet Ha-Kneset, al cimitero ebraico menzionato poco fa ed una sorta di tintoria (dato che molti erano tessitori e commercianti tessili).

Per ulteriori informazioni: Sito Web ufficiale.

Visit Pitigliano in Tuscany: Wine, Scenery, Etruscans & Little Jerusalem

Musei

Museo Archeologico all'aperto Alberto Manzi: questo è il tipo di museo pensato con lo scopo di portare in vita il passato in modo da coinvolgere non solo gli adulti, ma anche e soprattutto i bambini ed i ragazzi di ogni età. All'interno del parco, troverai una ricostruzione di:

le varie fasi dell'impianto urbano, dall'articolato villaggio protostorico dell'età del bronzo finale, rappresentato da un modello didattico di abitazione del tipo a capanna circolare realizzato in dimensioni vicine al vero, alla città etrusca con la casa a tre vani e portico che consente, con scorci virtuali, di osservarne l’interno.

Ulteriori informazioni, orari di apertura, biglietti

Museo Civico Archeologico di Pitigliano: un'importante rappresentazione della storia del territorio con manufatti che vanno dall'Età del Bronzo a quella degli Etruschi ed alla necropoli di Poggio Buco. E' persino possibile vedere una ristrutturazione dal vivo su alcuni vasi in ceramica recuperati dai numerosi scavi archeologici della zona.

Ulteriori informazioni, orari di apertura, biglietti

Palazzo Orsini e Museo di Arte Sacra: questo museo non solo ospita una collezione di opere d'arte provenienti dalle chiese locali, ma ti offirà l'opportunità di respirare l'atmosfera della famiglia Orsini: volte eleganti e soffitti dipinti in un palazzo storico con saloni stretti, scalinate ripide e stanze segrete nascoste nell'ombra.

Informazioni sul museo: Sito Web

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Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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