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I Giorni del Vino

I Giorni del Vino, sebbene poco conosciuto, è un evento organizzato dalla provincia di Arezzo per promuovere la produzione vinicola delle Colline Aretine e il meraviglioso paesaggio costellato dai vigneti che le caratterizza. Da più di cinque anni ormai, i produttori di vino locali stanno aprendo le porte delle loro cantine a tutti coloro interessati a degustare i loro vini, attraverso un calendario oganizzato che, ogni mercoledi ed ogni domenica da aprile ad ottobre, ha lo scopo di mettere in evidenza i singoli vigneti e le rispettive produzioni.

La produzione vinicola toscana era a rischio

La produzione di vini dell’area aretina, un tempo molto consciuta, fu drasticamente messa in pericolo nel 1851, quando un parassita proveniente dalla Francia colpì duramente i vigneti rendendoli non più adatti per la produzione di vino. Sebbene buona parte dell’Italia fosse stata segnata da questa disgrazia, alcune aree furono colpite più duramente di altre ed Arezzo fu proprio una di quelle. Riuscì, infatti, solo molto lentamente a riprendersi dall'evento catastrofico e a far parte di nuovo delle famose aree vinicole toscane. La devastazione delle guerre (prima e seconda guerra mondiale, Napoleone), inoltre, ed i cambiamenti nella scala sociale tra i proprietari terrieri e i mezzadri crearono problemi a dir poco insormontabili. Per far riacquistare importanza alle case vinicole e riemergere dalla dura concorrenza della produzione di vino nelle altre regioni della Toscana, la provinca di Arezzo cominciò ad incoraggiare la rinascita delle tradizioni vinicole locali in quei vigneti che stavano rischiando l’estinzione per (difficile da credere) mancanza di interesse!

Arezzo e i territori circostanti, sebbene non turisticamente popolari come Firenze o il Chianti, offrono molti paesini caratteristici da visitare, sagre paesane, ville, case vacanza e molte opportunità per esplorare e conoscere l’eredità storico-artistica di questi luoghi. Quando fu deciso di promuovere l’iniziativa de I Giorni del Vino, non si pensò soltanto ad incentivare i produttori vinicoli locali e la loro accogliente ospitalità, ma anche a dare ai turisti un ulteriore impulso per visitare questi posti meravigliosi, dove si produce un vino che merita di essere annoverato tra i grandi classici.

A differenza del Chianti e Montalcino, Arezzo non è molto conosciuto per i suoi vigneti che si estendono a macchia d’olio e le sue dolci colline. Piuttosto, era, ed è tuttora, più incline ai filari di viti che costeggiano campi di grano o frutteti. Infatti, sin da tempi remoti, il vino non veniva prodotto per un uso quotidiano da queste parti, ecco perchè la vite si mischiava spesso alla coltivazione di prodotti che servivano a soddisfare le necessità primarie - le viti venivano spesso appese ad alberi come il noce, il fico, il ciliegio o la quercia per risparmiara spazio.

La produzione in quest’area offre un’ampia selezione di vini che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui rossi, bianchi e persino frizzanti. Ma non c’è da sorprendersi, dato che sin dalla metà del 1500 l’area del Valdarno, Incisa ed Arezzo era famosa in tutta Europa per la produzione del suo delizioso Trebbiano - un tipo di vite che produce un vino bianco molto fruttato. Anche il Casentino, che non è più un’area di produzione vinicola, è stata documentata come una zona del classico vino rosso “sincero, dal colore leggermente chiaro e dal corposo sapore lievemente amaro”.

Non è solo una questione di vino

Ciò che rende quest’iniziativa particolarmente interessante è che, invece di aprire tutte il solito giorno (lasciando il turista nell’imbarazzante e spesso ardua scelta di dove andare prima), i produttori di vino hanno selezionato due giorni della settimana (mercoledi e domenica) dalle 3 alle 7 del pomeriggio come appuntamento fisso.  Ogni cantina che partecipa all’evento ha un giorno prestabilito per esibire i propri prodotti, che spesso e volentieri non si esauriscono con il semplice calice di vino. Dato che Arezzo non ha concentrato sin da subito la sua produzione agricola sulla produzione del solo vino, troverete che molti viticoltori hanno anche una produzione parallela. Oltre all’allevamento di pecore per la lana ed il formaggio, alla coltivazione di alberi da frutto (pesche, prugne, more) e all’allevamento delle api per il miele, sono dediti alla produzione di specialità locali fatte in casa che potrete assaggiare insieme ai vini. Quest’evento dura tutta la primavera, l’estate e buona parte dell’autunno, dal 23 aprile al 29 ottobre per esser più precisi - non importa, quindi, quando avete deciso di venire in Toscana, troverete sempre una cantina aperta pronta a farvi degustare dell’ottimo vino di qualità.

Pro: prezzi fissi, prenotazione non necessaria, ogni cantina ha il proprio giorno di apertura rendendo più facile la scelta al turista, con date stabilite da Aprile ad Ottobre.

Contro: in alcuni casi c’è bisogno di spostarsi un pò di più e di programmare bene le escursioni, soprattutto a seconda di dove abbiate deciso di soggiornare.

Cliccate sull’immagine sottostante per vedere il calendario completo con la lista dei nomi delle cantine e delle rispettive località per ogni mercoledi e domenica.

Per ulteriori informazioni sulle singole cantine che partecipano all’iniziativa, potete visitare anche il sito ufficiale di Strada del Vino di Arezzo.

Buona degustazione!


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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