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Il Vino dei Colli Aretini di Arezzo

I Colli Aretini con il Valdarno & Cortona

Non vi lasciate ingannare pensando che il Chianti sia solo una stretta fascia di terra a sud di Firenze! I suoi confini coprono, in realtà, un ampio territorio - assomiglia quasi ad una grossa "C" alla rovescia, che comincia un pò a nord di Firenze e si allunga verso Arezzo e Cortona. Il territorio dei Colli Aretini copre una superficie di oltre 600 ettari di vigneti e, con il passare del tempo, sta attirando sempre più l'attenzione sia degli appassionati e degli esperti del settore, che degli investitori.

Arezzo, suddivisa in 4 diverse vallate nella parte a sud-est della Toscana, ha prodotto - storicamente parlando - alcuni dei primi vini dell'area la cui fama ha raggiunto un livello mondiale, sebbene all'epoca ancora non si potesse parlare di Chianti. Molto famosi in tutta Europa prima del XVI° secolo per la varietà vinicola del Trebbiano e la loro abbondante produzione, i Colli Aretini hanno dato vita ad alcuni dei vini più pregiati e preferiti dal Granduca di Toscana.

I Confini del Chianti

Nel 1716, il Granduca ufficializzò i confini del Chianti, che comprendevano principalmente le città della Lega del Chianti (Radda, Castellina & Gaiole), ma vi incluse specificatamente anche le località di Carmignano, Pomino ed il Valdarno di Sopra - l'ultima zona della provincia di Arezzo. In seguito, nel 1932, il governo italiano decise di espanderne l'area geografica, così come successe nel 1967, quando i confini furono allargati per includervi anche le seguenti sotto-aree: Classico, Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colline Pisane, Colli Senesi, Montalbano, Montespertoli e Rufina.

Le etichette del Chianti

Come si può riconsocere un vino Chianti? Dall'adesivo che copre la capsula della bottiglia! Sono tutti numerati e regolamentati in modo che ogni bottiglia che vanta l'origine del Chianti possa essere facilmente riconsciuta. Oltre alle leggi rigorose ed alle regolamentazioni in materia di rendimento, suolo, tipo di vitigno ed altre caratteristiche ancora, ogni produzione viene testata e verificata da un apposito comitato che approva - o rifiuta - la produzione stessa.

Avete probabilmente anche notato (e forse vi hanno pure confuso!) tutte quelle lettere scritte intorno all'etichetta (DOC, DOCG e IGT): si tratta di un ulteriore valore aggiunto che vi aiuta a restringere e ad identificare l'attuale processo di produzione del vino. Ogni combinazione di lettere specifica i limiti geografici di una data zona, la varietà delle uve che vi possono essere coltivate, il rendimento massimo consentito per acro ed altri fattori che influiscono sulla qualità - Denominazione di Origine Controllata, o DOC. Il DOCG, dove l'ultima lettera sta per "garantita", fornisce ai produttori una linea guida ancor più rigida da osservare.

A partire dal 2010, una delle ultime novità è l'IGT, ovvero Indicazione Geografica Tipica, che non dà solo ulteriore risalto alle leggi e regolamentazioni in materia di produzione vinicola, ma rappresenta un controllo aggiuntivo ed una garanzia che il vino contenuto in quella bottiglia deriva da una specifica area o zona del Chianti.

Sono Necessarie tutte queste Diversificazioni di Nomi?

Potete ragionevolmente chiedervi se tutto questo è una sorta di stratagemma o vi sia davvero una ragione di esistere dietro a tutte queste etichette.

Assolutamente sì! Il vasto territorio di cui è composta la Toscana è fatto di diverse aree geograficamente e morfologicamente diverse tra loro: montagne, vallate, paludi, ecc, ognuna con la propria e diversa composizione del suolo che, a sua volta, influenza il tipo di uva e, di conseguenza, il sapore del vino. Persino all'interno del singolo vigneto, la varietà del suolo viene tenuta in considerazione dai produttori ed il tipo di uve coltivate in ogni singola area sono specifiche e rapportate al contenuto minerale. Pensate che all'interno di uno stesso vigneto si possono contare oltre 30 diversi tipi di suolo!

Per cui, da dove deriva la necessità di queste etichette? Per distinguere le varietà - talvolta sottili, talvolta evidenti - dei vini. Arezzo vanta ben 8 tipi di vini a cui è stata assegnata la Denominazione di Origine Controllata (che garantische l'alta qualità del vino): Chianti DOCG, Chianti Colli Aretini DOCG, Colli d'Etruria Centrale DOC, Valdichiana DOC, Cortona DOC, Valdarno di Sopra DOC, Vinsanto del Chianti DOC e Vinsanto del Chianti dei Colli Aretini DOC. Alcuni si sovrappongono con altre aree (Vinsanto del Chianti DOC e Chianti DOCG), ma gli altri sono specifici del territorio di Arezzo.

Cosa Aspettarsi da un Bicchiere di Chianti del Colli Aretini?

Uve rosse, in particolare del tipo Sangiovese, dal momento che la regolamentazione ne obbliga una presenza minima del 70%. Può sembrare strano o stupido fare questa precisazione, ma in realtà alcuni dei primi documenti sul vino Chianti del 1398 attestano che la produzione ebbe inizio come vino bianco. Ad ogni modo, dal 2006 l'utilizzo di varietà bianche come la Malvasia e il Trebbiano è stato proibito nel Chianti Classico, ma non nelle altre denominazioni: Cortona DOC, ad esempio, include anche uve bianche del tipo Chardonnay, Sauvignon Blanc, Grechetto e Riesling italiano. Ovviamente, tutte le uve devono essere coltivate nelle colline del territorio di Cortona o nei suoi dintorni, con un altitudine compresa tra i 250 - 500 metri.

Se esaminate da vicino un bicchiere di Chianti rosso di Arezzo, noterete che il colore va da un acceso rosso rubino ad un rosso granato, che si intensifica con l'invecchiamento. Il profumo è quello tipico di un buon vino, con un carattere di finezza ed eleganza che si accentua durante il processo di invecchiamento. Ed il sapore, che dire: equilibrato, fruttato, leggermente tanninico che, con il passare del tempo, evolve in un gusto più raffinato e dolcemente vellutato.

Da dove cominciare?

Se siete una di quelle persone che amano organizzare le cose per conto proprio e volete avere la libertà non soltanto di esplorare vigneti e cantine, ma anche i piccoli borghi della zona, i siti archeologici ed i deliziosi ristoranti, allora il consiglio giusto per voi è quello di cominciare con Le Strade del Vino di Arezzo. Con oltre 200 km di strade panoramiche che ne attraversano la provincia, 120 vigneti, cantine, ristoranti ed agriturismo ed 8 denominazioni vinicole, non avrete difficoltà a trovare il vostro punto di partenza (cliccate qui per scaricare la mappa)! Regolamentate e promosse dalla legislazione toscana dal 1999, alcune di queste aree includono itinerari specifici che vi condurranno alla scoperta di alcune tra le più panoramiche e produttive aree vinicole, dove potrete degustare il vostro Chianti ed ammirare, allo stesso tempo, panorami mozzafiato. 

Ad Arezzo, i produttori locali hanno reso le visite delle cantine e le degustazioni dei loro vini molto semplici e facili da organizzare. Vi è un calendario di eventi chiamato I Giorni del Vino che comincia ad aprile e dura fino ad ottobre, durante i quali due cantine per volta apriranno le porte della propria produzione vinicola...oltre a qualche bottiglia di vino, naturalmente, dalle 15 alle 19, per un prezzo fisso di 5€ a persona. Per ulteriori informazioni e per il calendario degli eventi e delle aperture, date uno sguardo qui.

Se preferite, invece, essere accompagnati e lasciare il piacere della guida a qualcun altro per potervi godere lo scenario paesaggistico e gli assaggi dei vini, potete scegliere un tour organizzato oppure organizzarlo voi stessi, noleggiando un conducente e scegliendo quali vigneti e cantine visitare - la differenza è che non dovrete contare quanti bicchieri di vino avete bevuto! Qui troverete alcune interessanti opportunità di tour organizzati

La bellezza di scoprire i vini di Arezzo è che sia che vi troviate nella città di Arezzo o nelle sue vicinanze a partire da Firenze, o persino dalle parti di Montepulciano, siete comunque vicini a qualcosa di interessante da fare e scoprire. I confini dell'area designata come Colli Aretini hanno inizio a nord di Arezzo vicino a Bucine e Laterina per arrivare fino alle colline di Cortona a sud.


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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