Volare in Mongolfiera sulla Val d’Orcia

Il nostro racconto di questa esperienza spettacolare con BallooninginTuscany.com

Avevo sempre considerato il volo in mongolfiera come qualcosa di affascinante… ma quando lo facevano gli altri! Dopotutto avevo preso il mio primo aereo solo quando “costretto” dall’aver trovato una fidanzata (ora moglie..) che viveva dall’altra parte dell’Oceano.

Poi abbiamo ricevuto la mail di Annie di Balloning in Tuscany, uno degli operatori leader in questo settore. Ci invitavano a provare un volo sopra la Val d’Orcia – forse l’area più suggestiva e rappresentativa della Toscana – per vederla come la vedono gli uccelli.

Ci siamo guardati negli occhi e con mia moglie Lourdes, abbiamo deciso in un baleno di non perdere questa occasione!

La partenza del tour è da Montisi, vicino Pienza e San Quirico d’Orcia. Il meeting è all’alba (generalmente le 6 del mattino, in estate) perché a quell’ora non vi sono correnti termiche che potrebbero disturbare il volo. Dobbiamo quindi prepararci ad un’alzataccia, ma siamo certi ne varrà la pena.

Soggiorno a Locanda Vesuna

Decidiamo di soggiornare in zona, abbiamo sentito parlare di Locanda Vesuna e la scegliamo per il nostro pernottamento. Alla Locanda veniamo accolti da Luca e Regina, i gestori, e da tutta la bellezza della Val d’Orcia che ci circonda a 360°!

Capiamo subito che dormire qui solo per una notte, con partenza ancora a buio, è uno spreco.

E’ un posto molto bello, romantico, adatto però anche a soggiorni con bambini. Costruita in pietra, è interamente rinnovata quest’anno (hanno appena riaperto dopo un lungo periodo di chiusura). Scopriamo anche che è di proprietà del noto showman e chef Marco Columbro, che vi soggiorna d’estate.

La camera Lavanda che ci viene assegnata è spaziosa e confortevole, arredata con uno stile rustico elegante ed un bagno spazioso.

Avremmo voluto anche provare il ristorante interno, ma per un problema organizzativo la nostra cena viene annullata. Ci aiuteranno però a prenotare in un ottimo ristorante di San Quirico,al Vecchio Forno, dove avremo una bellissima cena (adatta anche a vegetariani) e che consigliamo vivamente per i tanti piatti aggiuntivi offerti con funghi porcini freschi di stagione.

Luca è davvero gentilissimo e disponibile, e ci prepara (in maniera del tutto eccezionale) anche la colazione alle 5.15 del mattino. Partiamo un po’ a malincuore dalla Locanda Vesuna, ma siamo certi che il nostro prossimo soggiorno in Val d’Orcia sarà lì!

Ci prepariamo a volare

Dobbiamo essere molto puntuali nel raggiungere il meeting point in tempo perché non vogliamo perderci il gonfiaggio della Mongolfiera!

Ed anche perchè, se fossimo in ritardo più di mezz’ora, partirebbero senza di noi… una volta gonfiata infatti la Mongolfiera non può attendere i ritardatari. Nella zona GPS e cellulare prendono male, ma dalla Locanda prendiamo la strada verso Montisi ed in 15 minuti troviamo senza problemi il meeting point, ben segnato da un cartello inconfondibile (e da diverse persone che si sono alzate presto come noi lungo la strada!).

Conosciamo così di persona Annie, il nostro pilota Nick e tutto il suo team, oltre agli altri partecipanti al volo in questa bella mattina di agosto.

Da subito veniamo coinvolti nelle operazioni di gonfiaggio della mongolfiera, che è veramente grande, visto che porterà su 12 persone. Il volo è pieno, in certe occasioni possono esserci meno partecipanti e loro avendo altre mongolfiere in diverse misure, possono adattarsi per offrire il viaggio per piccoli gruppi privati.

Assieme ad un altro partecipante tengo aperta la bocca della mongolfiera mentre 2 enormi ventilatori ci soffiano a forza aria dentro, che poi verrà riscaldata da un grande bruciatore a gas. Dopo poco – rispetto alle dimensioni del pallone –  la mongolfiera si alza, piena d’aria calda, ed il grande cesto che ci ospiterà tutti e che era sdraiato accanto al pallone, si raddrizza e si posiziona sotto di esso.

Qualche minuto prima Nick ci ha spiegato, in un briefing, cosa possiamo fare e cosa NON possiamo fare (ad esempio, si sale e si scende dal cesto solo quando lo dice lui, anche perchè il peso del cesto è fondamentale che rimanga costante per la stabilità del pallone). Veniamo istruiti sulla posizione da assumere nella fase di atterraggio e nelle semplici istruzioni di sicurezza che si riassumono in: il Pilota è lui, noi siamo i passeggeri 🙂

Nick, oltre che essere molto simpatico, ispira decisamente sicurezza, si capisce subito la competenza che ha nel campo del volo con palloni aerostatici. E infatti scopriamo poi che vola da più di 30 anni e che la sua è una passione autentica.

Ci spiega anche che una volta in aria, sarà il vento a decidere dove andremo. Lui potrà solo stabilire la quota a cui stare, ed a maggiore quota corrisponde generalmente un vento più forte e quindi una maggiore velocità. Ma non è possibile scegliere la direzione, e quindi dopo un volo sufficientemente lungo individueremo un punto di atterraggio appropriato, come uno dei tanti campi in pianura della Val d’Orcia, e li atterreremo. Per questo saremo seguiti – tramite GPS – dal furgone di appoggio che recupererà poi noi ed il pallone.

È ora di partire!

Si sale! questa bellissima foto è stata fatta dal drone di Ballooning in Tuscany

E’ il momento di salire nel grande cesto, in cui entriamo grazie a dei piccoli fori sufficienti ad inserisci i piedi per arrampicarsi dentro. Ci assicuriamo di avere tutte le macchine fotografiche pronte e di essere vestiti a strati in caso facesse fresco lassù (ma non ci sarà bisogno…).

I bruciatori iniziano a bruciare più intensamente il gas e l’aria calda gonfia ancora di più il pallone, che lentamente inizia a staccarsi dal suolo ed ascende, gradualmente ed in silenzio, con il solo rumore dei bruciatori azionati a tratti dal pilota.

Qualche ciclista mattutino si ferma a godersi lo spettacolo. Piano piano raggiungiamo i primi raggi del sole che deve ancora finire di sorgere, e l’orizzonte si allarga davanti a noi, cominciamo a vedere paesini, case, campi, città. E’ uno spettacolo quasi irreale talmente è bello, e il silenzio con il quale saliamo, abituati ormai oggi a muoversi sempre con un motore di sottofondo, lo rende ancora più magico.

La vista che si gode e le emozioni che si provano in questa ora di volo sono difficili a descrivere. Solo dopo mi renderò conto che non c’è stato un momento di ansia o timore durante tutto il volo. Mai uno scossone o turbolenza, ci muoviamo dolcemente sia quando saliamo o scendiamo guidati dalla mano esperta di Nick e portarti dal vento (che ci dice quella mattina è più forte del solito ma noi dal Pallone non lo avvertiamo neanche)…..

Ammiriamo da lontano Pienza, Montepulciano, ed il panorama bellissimo della Val d’Orcia con i suoi campi ed i suoi colori di agosto. Sotto di noi vediamo tantissimi caprioli che ci guardano un po’ stupiti e poi corrono via.

Meglio delle parole, forse le foto possono dare un’idea delle vedute spettacolari che si godono durante il volo.

Ho anche, mio malgrado, battuto un record. La mia Go-Pro di riserva ha deciso di scivolare dalla tasca (evidentemente non chiusa troppo bene) e invece di finire da brava sul fondo del cesto, è rimbalzata sul sedile interno e si è tuffata precisamente nel piccolo foro che serve a salire e scendere… Le mani erano occupate e…. addio Go-Pro, è stato bello fare tante avventure assieme! Mi diranno poi che è la prima volta in assoluto che succede in tanti anni di voli. Se vi capita di trovare una Go-Pro Hero3 in un campo della Val d’Orcia, sapete come vi è finita! 😀

A un certo punto Nick ci porta a volo radente: vicino a terra il vento è minimo è possiamo stare quasi fermi, sospesi a relativamente pochi metri da terra, e goderci le ultime vedute aeree. Ha già individuato un campo poco distante, ideale per l’atterraggio e dopo circa un ora di volo ci apprestiamo a tornare a terra. L’atterraggio è particolarmente morbido, mi aspettavo un po’ di scossoni, invece non è neanche necessario accovacciarsi, solo tenersi un po’ più forte.

Spettacolare anche vedere, dall’interno, la cima del pallone aprirsi per fare uscire l’aria calda per iniziare a sgonfiarla.

Ballooning in Tuscany in breve

Costo: circa 280 euro / persona in voli condivisi
Fino a 12 persone (tour privati per 2 e fino a 6 persone possibili)
Date: da maggio ad ottobre
Location: Montisi, Cortona, Colle Val d’Elsa, Cantina Avignonesi e Siena

Vai su loro sito

Il furgone di appoggio arriva da lì a poco ed iniziamo, tutti insieme come un vero team, le procedure per riporre il pallone sotto la direzione del team di Balloning in Tuscany. Ci facciamo una bella sudata, ripiegare il pallone non è uno scherzo, ma è anche divertente, ed alla fine sappiamo che ci aspetta un piccolo rinfresco ed una bottiglia di prosecco 😉

È l’occasione per scambiare due chiacchere ed ascoltare qualche interessante aneddoto ed informazioni sul volo in mongolfiera. Si parla sempre in inglese, ma sono abituati a chi non è madrelingua ed anche per me non è un problema fare conversazione.

Scopriamo ad esempio il perché è di buon auspicio portare una bottiglia con cui brindare a fine volo, e che il volo in pallone è statisticamente il modo più sicuro per volare, molto più dell’aereo.

Tutte le persone del team di Ballooning sono davvero simpaticissime oltre che super-professionali ed è davvero un piacere essere in loro compagnia come con gli altri partecipanti. Senza fretta, finito il rinfresco, saliamo sul pulmino che ci riporta al punto di partenza ed alla nostra auto.

L’intera esperienza è durata poco meno di 3 ore, ed è veramente ben organizzata, estremamente piacevole, e spettacolare nella parte del volo e delle vedute uniche che regala. Davvero un grande grazie a Ballooning in Tuscany che ci ha offerto questa possibilità, che forse avremmo sempre pensato di fare “un giorno”. Adesso abbiamo solo voglia di rifarla presto, magari in un’altra location (volano anche dalla cantina di Avignonesi vicino a Cortona e stanno aspettando che i permessi siano approvati per volare sopra la città di Siena).

Salutiamo tutti (è un arrivederci, ne siamo certi!) e prima delle 10 siamo a Montisi per un caffè al Barrino 🙂

About Stefano Romeo

Stefano is a native from Florence but with a quarter of Sienese blood in his DNA and many years living in Pisa is a true Tuscan. He is still learning that his homeland has many corners and hidden gems he has to discover, ones he particularly enjoys seeing from the saddle of his bike.