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Alla scoperta del Castello di Porciano

Il Castello di Porciano, situato sulle colline del Casentino (proprio quelle che danno vita all'Arno che poi scorre verso Firenze) è uno di quei posti che mi ha semplicemente affascinato, probabilmente perchè ho avuto il privilegio di conoscere Flaminia Giretti de Flamini, la carismatica e frenetica persona in parte responsabile del restauro.  O forse perchè ho avuto l'opportunità più unica che rara di lavorare con sua figlia Martha, l'attuale proprietaria, e di ascoltarla personalmente raccontare le storie del castello. O forse ancora perchè il Castello di Porciano è un luogo incredibile da visitare, sebbene non rappresenti proprio la fiabesca idea che comunemente si ha di come dovrebbe essere un castello.

Martha è una donna piena di energie con un sacco di interessi, primo tra i quali la sua famiglia. Conosce alla perfezione il castello ed il periodo in cui fu costruito, inclusi usanze e costumi, mestieri ed abilità del periodo medievale. L'entusiasmo verso la dimora appartenuta alla sua famiglia sembra caratterizzare tutto ciò che fa ed è facile lasciarsi catturare dalla sua passione. Martha è, infatti, un'insegnante estremamente dotata e piena di talento che organizza corsi per bambini di ogni età al castello, tra cui corsi di tessitura e sulle antiche tradizioni agricole, solo per citarne alcuni.

La prima data in cui viene menzionato il Castello di Porciano - l'anno 1000 - è riportata in un documento, cosa che mi ha un pò disorientato inizialmente: non riuscivo a capire, infatti, perchè si dovesse far riferimento alla citazione di documenti scritti per parlare di qualcosa - un edificio, un'opera d'arte o addirittura una persona - per la prima volta. Ma non appena mi è stato spiegato il motivo - più che ovvio fra l'altro, a ripensarci! - è diventato tutto chiaro: "E' così da sempre", non è che in passato venisse depositato il progetto all'ufficio del territorio locale. Quindi, se gli storici vogliono avere almeno un'idea di quando qualsiasi cosa o persona (edifici, città, famiglie e persino opere d'arte) abbia cominciato ad esistere, devono andare a caccia di documenti esistenti, leggende e racconti, registri delle tasse (perchè se non c'era un registro del territorio, ci sarà stato comunque un ufficio delle tasse!), donazioni alla chiesa, o addirittura diari privati per scoprire la prima volta in cui si è parlato dell'oggetto o persona in questione. Dopodichè è possibile ricreare la cronologia successiva.

La torre-castello

Non appena si rivolge lo sguardo al castello, la prima cosa che si nota è...non è che ne sia rimasto molto! O meglio, l'edificio è integro, ma è...solo una torre, ecco perchè potreste trovarvi a pensare Ma è tutto qui? E la risposta è: sì, nell'anno 1000 era molto di più di ciò di cui avevano realmente bisogno. In realtà, questo tipo di struttura aveva uno scopo preciso - ovvero difendere. Un edificio alto assicura una maggiore protezione ed un punto di osservazione eccellente... E posso confermarvelo senza ombra di dubbio, dato che sono salita fino in cima al castello, sulla terrazza che offre una vista spettacolare, incluso il Castello di Romena - chiaramente visibile - al di là del quale si intravede il Castello di Poppi (e probabilmente anche altri castelli, non più ben visibili). E questo è importante per.....?? Vi chiederete. Beh, facile da intuire: in quale altro modo avrebbero potuto comunicare da fortezza a fortezza, dato che non vi erano nè telefoni nè connessione internet?

Perchè visitare Porciano?

Pro: ristrutturato con criterio, un'esperienza altamente educativa per ogni età, perfetto per una breve passeggiata.

Contro: non ci sono bar, ristoranti o negozi di alimentari - per cui se volete fare un picnic, portate tutto il ncessario con voi; è aperto solo la domenica e per le feste, un itinerario fuori dal comune ma che merita di essere visitato.

La ristrutturazione del Castello di Porciano cominciò solo dopo il 1963, quando Flaminia e suo marito George, un soldato della Seconda Guerra Mondiale che incontrò ad una cena di gala organizzata in onore delle forze alleate, ereditarono la proprietà. Ma all'epoca ereditarono praticamente solo un mucchio di pietre fatiscenti. C'è voluta una forte determinazione ed un grande sacrificio affinchè la coppia, in collaborazione con il governo italiano, riuscisse a sovvenzionare e a portare avanti la ristrutturazione di ciò che attualmente possiamo vedere.

La torre si trova un una piccolissima località, che fu quasi completamente distrutta in un terremoto nel 1913. Sebbene la maggior parte delle persone non lo sappia, il Casentino è una zona sismica. La località di Porciano fu ricostruita con diverse casette ed annessi intorno a quelle che ormai sono torri defunte. Ai piedi della cittadina c'è un ampio parcheggio dove poter lasciar la macchina per poi proseguire a piedi seguendo la strada di ciottoli; vi troverete a serpeggiare tra le strette stradine e le vie a fondo chiuso - sembra quasi di essere in un labirinto, ma non preoccupatevi, perdersi è praticamente impossibile, dato che il paesino è davvero piccolo. Una volta trovata la via d'uscita, si prosege lungo il vialetto con l'arco in pietra che si affaccia sul giardino circostante il castello. Appena varcato l'arco, sembra quasi di esser stati catapultati in un'altra dimensione. I muri ricoperti di edera e l'imponente torre davanti a voi vi faranno improvvisamente avvertire un gran senso di pace e stupore allo stesso tempo.  

Una residenza fortificata

Una torre, o ciò che è comunemente conosciuto come una residenza fortificata, era un primo passo necessario per i residenti orginari, ovvero la famiglia Guidi. Rappresentava l'unico modo di spravvivenza in un territorio del genere, insieme ad ostacoli naturali, come ripidi pendii rocciosi che li avrebbero aiutati sia a difendere la loro casa che a proteggere i loro sudditi. E mentre la posizione della famiglia Guidi diventava sempre più potente, le loro residenze, al contrario, diventavano sempre più, come dire, rilassate! Il Castello di Romena, infatti, costruito solo 50 annni dopo, è già un esempio di residenza di una famiglia più sicura e tranquilla. Si trova in un versante più basso della collina e la struttura architettonica sembra più irregolare, sebbene sia comunque circondato da mura protettive e diverse torri.  

Visitare il Castello

Se guardiamo il castello oggi, possiamo notare un giardino privato e recintato intorno alla torre. Sembra che la proprietà orginaria includesse la torre, che si presentava in uno stato terribile, e solo circa 3 metri di terra intorno. La famiglia acquistò anche la terra circostante, trasformandola in un bellissimo giardino verde, dove occasionalmente vengono organizzati concerti ed eventi durante i mesi più caldi. Se guardate a destra, noterete i resti di un'altra torre e a sinistra, invece, una seconda torre completamente ristrutturata. C'è un piccolo museo dove potrete farvi un'idea di come fosse in origine il castello, aperto dal 1 maggio al 31 ottobre solo la domenica e durante le feste, con i seguenti orari: 10 - 12 e 16 - 19. L'entrata è gratuita, ma una donazione a piacere andrebbe a favore della manutenzione generale delle aree pubbliche. Da precisare che la parte residenziale della torre della famiglia Guidi non è aperta al pubblico.

Nel castello, i servizi ed i comfort moderni sono una rara concessione, tra questi, per fortuna, vi è l'ascensore. Viene solitamente usato per salire ai piani abitati a partire dal 4° piano, ma su richiesta è messo a disposizione di quei visitatori che hanno difficoltà a salire e scendere le scale. Se volete, comunque, avere un'idea di come sia la vita in una torre-castello, salite i gradini fino ai piani superiori. Entrando dalla porta laterale circondata dall'edera, vedrete che il piano terra ospita una collezione di strumenti ed utensili antichi usati dai contadini in Toscana ed una collezione speciale privata di manufatti degli indiani d'America, regalati al padre di Martha, George Sprecht, quando viveva in Minnesota da bambino.

Al primo piano sono conservati dei manufatti, in particolare oggetti in ceramica risalenti al Medieovo ed al Rinascimento, trovati durante la ristrutturazione. Ci sono anche grandi fotografie con note descrittive che documentano i vari lavori che si sono resi necessari per ristabilizzare la torre. La ristrutturazione, infatti, di una struttura di quest'importanza è regolamentata da leggi statali volte a garantire la salvaguardia, la protezione e l'integrità della struttura e della storia che racchiude. Le fotografie in bianco e nero ed i disegni rendono effettivamente l'idea della devastazione che si sono trovati a fronteggiare Flaminia e George quando iniziarono a ricostruire questo pezzo unico di storia. E' stato documentato ogni singolo passaggio dei lavori di ristrutturazione eseguiti, ed oggi è possibile seguirli passo passo visitando questo primo piano.  

Il secondo piano si affaccia su una grande stanza, chiamata il Salone di Dante. Come tutti sappiamo, Dante Alighieri è comunemente riconosciuto come una delle figure più importanti della letteratura italiana. Durante i primi anni del 1300, fu esiliato da Firenze, motivo per cui passò diverso tempo nella Valle del Casentino tra i Castelli di Romena e Porciano. La famiglia utilizza spesso questo salone per organizzare concerti, eventi, letture di poesie e rappresentazioni teatrali.  

I piani superiori del castello ospitano la residenza di famiglia; Martha spesso paragona la vita in una torre a quella in una barca a vela...alta! lo spazio, infatti, è ugualmente limitato e spesso bisogna ingegnarsi nel creare ripostigli dove poter riporre gli oggetti e nell'inventare un arredo funzionale che non faccia perdere, però, quell' unicità che caratterizza il castello.

All'esterno del castello, vi è un sacco di spazio tutto da scoprire, come un piccolo cimitero ed una stradina sterrata e polverosa che conduce alle colline circostanti. Se partite alla volta del castello con l'idea di fare un picnic, portate con voi tutto il necessario, perchè nel paesino di Porciano non vi sono nè ristoranti, nè bar o negozi. L'alternativa è tornare indietro alla città di Stia, dove potrete acquistare tutti gli ingredienti per un pasto completo, inclusi i famosi tortelli (ravioli di patata tipici della zona) o andare a nuotare alla spiaggia - o meglio, presunta spiaggia! - creata sulle sponde dell'Arno. Vi avverto: indipendentemente dal periodo dell'anno, l'acqua sarà congelata!! Ma in fin dei conti, d'estate è proprio quello che ci vuole!

Per maggiori informazioni sulla storia della famiglia, date un'occhiata a questa interessante brochure.

Durante il prossimo appuntamento, faremo tappa al Castello di Poppi, un tributo completamente ristrutturato alla famiglia Guidi situato in Casentino.


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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